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obama-535x300Washington, 2 apr – Barack Obama lancia l’allarme: “Dobbiamo impedire che i folli terroristi dell’Isis si impadroniscano dei materiali per fabbricare armi nucleari“. Il presidente Usa non utilizza mezzi termini per delineare la nuova minaccia globale, intervenendo alla Conferenza sulla Sicurezza Nucleare che si è svolta a Washington. Se nel precedente summit del 2009 a praga la priorità era la riduzione degli arsenali militari, oggi sembra essere quella di non far ottenere l’atomica al Califfato. Magari qualche sprovveduto potrebbe pensare realizzare una bomba nucleare non sia così facile, basti pensare agli anni di trattative con l’Iran sulla costruzione di reattori e arricchimento dell’Uranio. Ci pensa Scott Roecker, direttore del Dipartimento per la riduzione della minaccia nucleare, a spiegare che “in giro per il mondo sono stoccati materiali che consentirebbero di assemblare 50 bombe atomiche. Sappiamo che i terroristi stanno tentando di farle; sappiamo che esistono in circolazione le informazioni per poterlo fare”. Dichiarazioni che destano una certa preoccupazione, proprio perché a pronunciarle sono gli americani, che nel contrasto al terrorismo islamico stanno mostrando un atteggiamento quantomeno ambiguo.

Se non si vuole proprio credere alle parole di Trump che accusa “Obama e la Clinton di aver creato l’Isis”, basti pensare che il Califfato ha iniziato la sua ascesa proprio grazie alle armi Usa, ottenute “rubandole” all’esercito iracheno che era stato proprio addestrato e formato dagli americani.  Insomma non sono proprio dichiarazioni rassicuranti queste sulla minaccia nucleare dell’Isis, che nella lista dei pericoli atomici ha scalzato dal primo posto perfino la Corea del Nord guidata da Kim Jong Un, al quale non basta fare test missilistici un giorno sì e l’altro pure per restare sul primo gradino del podio dei più cattivi. In cima alla lista delle “delusioni” di Obama, che vedendo avvicinarsi la scadenza del suo mandato parla con un’insolita (per lui) franchezza, ci sono la Russia di Vladimir Putin e l’Iran, entrambi non presenti al vertice. “Da quando il presidente Putin è tornato al potere ha adottato una visione che enfatizza la forza militare, a discapito dello sviluppo economico nel Paese. Risultato: non abbiamo fatto passi avanti nei nostri rapporti, come invece speravo”. Insomma Barack Obama ci è rimasto male, forse perché lo “Zar” ha “enfatizzato” la forza militare in Siria, dove ha nei fatti smascherato l’atteggiamento ambiguo dell’amministrazione Obama, ottenendo in pochi mesi risultati nel contrasto all’Isis e alle altre formazioni jihadiste risultatio nemmeno paragonabili a quelli ottenuti dagli Usa in un lasso di tempo molto più ampio.

Anche l’Iran ha deluso il Presidente, al quale non basta che Teheran “rispetti alla lettera l’accordo che abbiamo firmato sul nucleare”, se non si “muove nello spirito dell’intesa”. In ogni caso l’assenza dell’Iran, ma soprattutto della Russia, cosa che non era mai capitata, a questa conferenza sulla sicurezza nucleare, ha fatto un certo clamore. Obama ha concluso con una battuta su Donald Trump, che nei giorni scorsi ha proposto di fornire al Giappone e alla Corea del Sud la bomba atomica, visto che gli Stati Uniti “non possono difendere tutti”. “Chi dice queste cose non sa molto di politica estera”, lo ha liquidato Obama, “ma anche di politica nucleare, della penisola coreana e, direi, del mondo in generale”.

Davide Di Stefano

 

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