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Roma, 14 set – L’Oms dichiara guerra all’«alzare il gomito». Non parliamo, ovviamente, di alcolismo, ma del nuovo saluto – stucchevole, imbarazzante ipocrita – entrato nelle abitudini dei cittadini di mezzo mondo dall’inizio della pandemia, che consiste nell’unire il gomito con quello della persona che si sta salutando. L’altra metà del mondo, invece, si chiede da mesi: ma non bastava dire «buongiorno»? Non è sufficiente agitare la mano? Adottato con entusiasmo da politici e personaggi pubblici, anche del nostro Paese – le foto di Conte e Di Maio xon sorrisi da paresi facciale che sgomitano come ossessi tappezzano le pagine dei giornali – in realtà, secondo il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sarebbe veicolo privilegiato del contagio e andrebbe evitato nella maniera più assoluta. 

Lo ha ricordato ieri condividendo un tweet dell’economista Diana Ortega: «salutando le persone, è meglio evitare di toccarsi con i gomiti perché questo ti fa stare a meno di un metro di distanza dall’altro». Una raccomandazione che Ghebreyesus aveva già fatto a marzo, ma che evidentemente era caduta nel vuoto. Eliminata l’ipotesi dell’agitare la mano come se ci si salutasse da lontano, che inspiegabilmente nessuno vuole prendere in considerazione, c’è chi è corso ai ripari cercando alternative, o vietando del tutto il saluto col gomito. Ad esempio Ortega scrive che per salutare le persone preferisce il gesto petaloso di mettersi «una mano sul cuore». 

Ha optato invece per un drastico divieto un’istituzione nostrana, il conservatorio di Sassari, che in un decreto ha vietato l’alzata di gomito bollandola come «incauta nuova abitudine» che, spiega il presidente del conservatorio Ivano Iai alla Stampa, «rapidamente diffusasi nei più disparati contesti sociali, viola il divieto di contatto fisico e avvicinamento interumano». Non solo: secondo Iai l’alzata di gomito è in contrasto con «le disposizioni comportamentali del governo che raccomandano, invece, l’impiego del gomito al fine di ostacolare l’irrorazione delle particelle di mucosa». A pensarci bene appaiono in contraddizione le norme che prevedono di starnutire nella parte interna del gomito e di salutarsi con quella esterna. E secondo il direttore del conservatorio sassarese tali comportamenti prevedono «un uso parallelo e promiscuo dell’articolazione cubitale che potrebbe costituire fonte di rischio e causa di contagio, in quanto non igienico né sicuro».

Cristina Gauri

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