Roma, 28 apr – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione in cui si chiede ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza di “giustificare” il loro uso del veto, privilegio esclusivo da anni messo in discussione da varie nazioni ma mai abolito. Perché in tal senso, per emendare la Carta Onu, serve il consenso proprio dei membri permanenti, mai manifestato. Cosa cambia allora con la risoluzione approvata ieri dall’Assemblea Generale e presentata dal Liechtenstein? Nulla. Quindi la Russia non viene affatto “limitata”. Spieghiamo perché, partendo da un breve quadro sul Consiglio di Sicurezza e sulle funzioni dell’Assemblea Generale dell’Onu.

Il Consiglio di Sicurezza e il potere di veto

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è composto da 15 membri, di questi 5 sono permanenti con potere di veto (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) e 10 sono eletti ogni due anni dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. I membri permanenti sono ancora oggi, nel 2022, le potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale. Nella storia del Consiglio di Sicurezza c’è stata un’unica variazione sostanziale, allorché nel lontano 1971 venne esclusa la Repubblica di Cina (alias Taiwan) per far posto alla Repubblica Popolare Cinese (alias la Cina). Otto anni dopo, nel 1979, gli Stati Uniti smisero di riconoscere Taiwan come stato legittimo. Fu il primo passo di Washington verso il “disgelo” delle relazioni con Pechino, approvato da tutti gli altri membri permanenti del Consiglio di sicurezza.

Oggi, nonostante le dichiarazioni del presidente ucraino Zelensky – “uno stato che commette crimini di guerra contro i civili non può essere membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu” – è praticamente impossibile escludere un altro membro permanente perché non vi sarebbe unanimità e perché si dovrebbe disconoscere come Stato sovrano. Nessuno poi azzarderebbe così tanto, perché adesso si taglierebbe fuori una superpotenza, allora si eliminò una piccola isola “protettorato” degli Usa. Le conseguenze ora sarebbero del tutto imprevedibili e gli equilibri geopolitici verrebbero completamente rivoluzionati. Il che non è detto che sia un male, il problema è poter ragionare adesso con una prospettiva di lungo termine. Perché a ben vedere tutto potrebbe precipitare da un momento all’altro.

Cosa cambia con il veto “limitato”?

Molto semplicemente l‘Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha poteri coercitivi, svolge dunque funzioni consultive e dunque le raccomandazioni che emana non sono vincolanti per gli Stati. Peraltro, la riforma sul potere di veto, adottata ieri dall’Assemblea Generale, è stata proposta per la prima volta due anni e mezzo fa. Molto prima quindi dell’inizio del conflitto in Ucraina. Cosa prevede esattamente? Che vengano convocati i membri Onu “entro dieci giorni lavorativi dall’opposizione di uno o più membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, per tenere un dibattito sulla situazione in cui il veto è stato espresso”. In pratica, il membro permanente del Consiglio di Sicurezza che ha posto il veto, dovrebbe “motivarlo”. Non è un vero e proprio “limite” al potere di veto quindi, come erroneamente riportato da alcuni media.

Il testo non è vincolante – è appunto una raccomandazione – e nulla impedisce al Paese che ha esercitato il potere di veto di non presentarsi all’Assemblea Generale per spiegarlo. Ma anche se lo facesse non cambierebbe nulla, perché l’Assemblea non potrebbe comunque “stracciare” il veto.

“Il veto è stato probabilmente usato troppe volte. In molte circostanze, viene utilizzato senza che esistano gli interessi vitali di un paese”, ha dichiarato il generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, dicendosi “molto favorevole a un uso moderato del veto”. Tutto vero e senz’altro giusto, il problema è che siamo di fronte a mere dichiarazioni di principio, del tutto non vincolanti appunto.

Curiosità: chi ha usato il potere di veto?

Tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza hanno usato, più volte, il potere di veto. La prima volta l’Unione Sovietica nel 1946, su Siria e Libano. In totale la Russia lo ha usato 143 volte, gli Stati Uniti 86 volte, il Regno Unito 30 volte, la Cina e la Francia 18 volte. Tutti, potranno continuare a usarlo, nonostante la nuova raccomandazione dell’Assemblea Generale e gli auspici di Guterres.

Eugenio Palazzini

 

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