Roma, 25 mar — Tra Volodymyr Zelensky e Viktor Orban non sta correndo buon sangue. Il presidente ucraino nel suo videocollegamento di ieri con il vertice Ue ha stilato le «pagelline» degli Stati membri rendendo noto il loro livello di supporto a Kiev: una classifica dei Paesi, dai «più amici» ai meno inclini ad appoggiare la causa ucraina, in cui l’Italia figurava tra i promossi ai pieni voti. Lo stesso non è stato detto dell’Ungheria di Viktor Orban, letteralmente in fondo alla lista a causa della contrarietà del governo magiaro nei confronti delle sanzioni a Mosca.

Orban ai ferri corti con Kiev

Alcune settimane prima dello scoppio della guerra il governo di Budapest era finito nel mirino per aver firmato un contratto con Mosca per una maxi fornitura di gas fino al 2036, a un prezzo cinque volte più basso che nel resto d’Europa. L’accordo era sì stato siglato poco prima dell’invasione russa in Ucraina, ma — fa notare Kiev — proprio nei giorni in cui Putin ammassava soldati ai confini del Paese che avrebbe poi attaccato.

L’attacco di Zelensky

Per cui, dopo aver lodato i «Paesi amici», Zelensky è arrivato subito al sodo, rivolgendosi direttamente a Viktor Orban: «Voglio fermarmi qui ed essere onesto. Una volta per tutte, devi decidere tu stesso da che parte stare», ha esordito. «Sono stato a Budapest, adoro la tua città. Ci sono stato molte volte, è molto bella e ospitale e so che anche tu hai avuto momenti tragici nella tua vita», ha incalzato Zelensky. Poi una chiosa con il sapore dell’ultimatum. «Ascolta, Viktor, sai cosa sta succedendo a Mariupol? Esiti ancora a imporre sanzioni o a mandarci armi? Non c’è più tempo per le esitazioni. È ora di decidere», ha concluso.

La risposta di Budapest

Una bacchettata che Orban non poteva lasciar cadere nel vuoto. La risposta del presidente ungherese è arrivata in serata tramite un video su Twitter. Senza mezzi termini, per Budapest, la richiesta di Volodymyr Zelensky di estendere le sanzioni contro la Russia all’energia «è inaccettabile, contraria agli interessi del popolo ungherese». «L’85% del gas e più del 60% del petrolio in Ungheria provengono dalla Russia» ha detto Orban, preoccupato che l’imposizione di sanzioni energetiche si riverbererebbero in modo drammatico sull’economia ungherese. In questo modo «saremmo noi a pagare il prezzo della guerra», ha aggiunto il premier, specificando che «l’Ungheria non è il solo Paese a sostenere questa posizione».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Uomini veri, in questo caso ungheresi (sui quali si può solo discernere circa il loro grado di valore), contro uomini di m. (a valore nullo, indiscutibilmente).

  2. A differenza dei burattini di putin nostrani, questo almeno non si nasconde. Però fa strano vedere gli ungheresi comportarsi così davanti a una invasione russa di un paese europeo….

  3. La Bielorussia, la Russia bianca non è Europa ?! Da quando in qua, germani e latini non hanno avuto a che vedere con la storia russa ?

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