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Roma, 17 gen – Una fosse comune in cui sono stati trovati i corpi di sei bambini e di una donna incinta. Una scena “agghiacciante” come è stata definita dagli investigatori di Panama. I cadaveri appartenevano a bambini di età compresa tra 1 e 17 anni e alla madre 32enne di cinque di loro. Tutte le vittime facevano parte della comunità indigena dei Ngabe-Buglé, la più numerosa della piccola nazione caraibica. Secondo gli inquirenti sarebbero stati torturati e uccisi da una setta satanica, chiamata “La voce di Dio”, che all’interno di un ranch aveva allestito una sorta di chiesa. Le vittime sarebbero state uccise perché colpevoli di aver commesso dei peccati senza pentirsene, secondo i folli parametri della setta in questione.

Torture e orrendi riturali

I corpi sono stati rinvenuti martedì scorso in una fossa scavata nel cimitero del villaggio di Terro. Le forze dell’ordine di Panama sono riuscite poi a liberare a liberare altre 15 persone tenute in ostaggio e sottoposte a maltrattamenti nel ranch utilizzato dalla setta che ricorreva sistematicamente a torture e violenze, definendole “esorcismi”. Il procuratore Rafael Baloyes ha fatto sapere che sono state arrestate 10 persone e tra queste vi sarebbe anche il nonno dei bambini barbaramente uccisi. Le indagini sulla setta satanica sarebbero scattate circa tre mesi fa, allorquando sui social erano comparse immagini di una persona bruciata durante un rituale. La zona in cui avvenivano le torture è talmente isolata e nascosta nella fitta giungla, che la polizia per raggiungerla ha dovuto ricorrere agli elicotteri, riuscendo a portare in salvo gli ostaggi: tra questi c’erano anche due donne incinta e alcuni bambini.

Alessandro Della Guglia

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