Osaka, 3 feb – Il volantino della ditta di pompe funebri inviato ai malati di Covid-19 in isolamento domiciliare.

Quale migliore auspicio di pronta guarigione per alcuni cittadini di Osaka colpiti dal coronavirus, che si sono visti recapitare nelle proprie cassette delle poste la pubblicità, corredata di sconti e offerte, della ditta di pompe funebri cittadina Koeshika. Un corroborante per l’anima, soprattutto se si è costretti alla quarantena con tosse e febbre e si è, magari, facilmente suggestionabili.

Sangue di Enea Ritter

La pubblicità delle pompe funebri ai malati di Covid

L’imbarazzante vicenda è stata raccontata dall’Asahi Shimbun e rilanciata da Agi. Secondo la ricostruzione fornita dal quotidiano nipponico, l’amministrazione cittadina di Osaka è solita spedire periodicamente ai cittadini delle buste contenenti le comunicazioni istituzionali per tenere aggiornati i residenti. Scadenze, nuovi provvedimenti, delibere, iniziative. A tali comunicazioni si aggiungono anche quelle delle autorità sanitarie. Le inserzioni pubblicitarie campeggiano sulle buste stesse. Si tratta di un’iniziativa lanciata nel 2006, allo scopo di devolvere il ricavato degli spazi venduti in beneficenza. Ma stavolta, a comparire sull’involucro è stata la pubblicità della ditta di pompe funebri.

Si è trattato di un errore

Certo, in questo caso la buona creanza avrebbe suggerito un controllo maggiore da parte delle autorità sanitarie. Almeno i pazienti Covid in isolamento non avrebbero ricevuto buste corredate di bare, paramenti e tariffari sulle sepolture.

La reazione dei malati 

«Quando ho ricevuto la busta ho sentito come se ogni energia mi abbandonasse», ha raccontato al quotidiano un residente di Osaka in quarantena. «Mi sono sentito senza speranza, è stata la negazione della mia stessa esistenza, ogni volta che ci penso mi metto a piangere». Gli impiegati dell’amministrazione comunale responsabili dell’errore si sono a lungo scusati, puntualizzando che la gaffe non era voluta. «Abbiamo usato le uniche buste che erano disponibili in quel momento, senza renderci conto del potenziale problema», ha spiegato un portavoce del comune di Osaka. «Non l’abbiamo fatto apposta ma non abbiamo prestato la dovuta attenzione».

Cristina Gauri

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