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Roma, 3 feb – Mario Draghi non è ancora premier ma già spacca il centrodestra, con Forza Italia che gongola e Lega e Fratelli d’Italia che chiedono comunque il voto. Salvini assicura che il centrodestra è compatto ma è tutto da vedere. Intanto per oggi è previsto un vertice alle 12.30 per fare il punto sull’incarico a Draghi, atteso al Colle alle 12. Certo è che per chi si è professato sovranista nelle file di Lega e FdI sarà complicato accettare un premier totalmente filo-Ue come l’ex numero uno della Bce.

Salvini assicura: “Centrodestra compatto” (ma è davvero così?)

“Stamani ci troveremo. Se la stagione di Conte e Casalino è stata archiviata è anche grazie al fatto che il centrodestra non si è sfaldato, si è mosso compatto, non si è fatto attrarre dalle sirene e resterà compatto“, dice Matteo Salvini ospite a Omnibus su La7. Il leader della Lega non chiude a Draghi ma cerca di conciliare il quadro di un governo tecnico con la richiesta di tornare comunque al voto (scenario peraltro plausibile). “La via maestra è dare la parola ai cittadini, agli elettori, detto questo occupiamo questo periodo in maniera utile“. Quindi “si può votare a maggio, a giugno” e “in questi mesi che ci accompagnano al voto il Parlamento può e deve fare cose utili al Paese”, fa presente.

La Lega chiede il voto anticipato

“L’intero centrodestra la settimana scorsa da Mattarella ha indicato le elezioni come via maestra – ribadisce Salvini – questo è stato condiviso da tutti, la via maestra è questa, ci sono dei tempi, fissiamo la data del voto e decidiamo come centrodestra che interventi chiedere. Ci siamo sempre trovati d’accordo”. Queste le parole espresse dal leader della Lega alla vigilia del vertice del centrodestra.

Forza Italia vuole che la coalizione appoggi compatta Draghi

Forza Italia dal canto suo auspica che gli alleati della coalizione appoggino compatti un governo guidato dall’ex presidente della Bce. “Pur non essendo Draghi della nostra stessa parte politica, speriamo che su Draghi ci sia il più alto consenso e senso di responsabilità di tutte le forze politiche“, dice Renato Brunetta ai microfoni di 24Mattino su Radio 24. “Anche all’interno della nostra coalizione, è giusto che in questa fase venga fatta una riflessione. Però – chiarisce il deputato FI – Berlusconi ha sempre detto che il centrodestra è una coalizione plurale, costituita da diverse anime con diverse sensibilità. Penso che tutto il centrodestra darà un segnale di grande responsabilità rispetto alle decisioni che si dovranno prendere nelle prossime ore e nei prossimi giorni. E mi auguro che ci si muova unitariamente tutti a favore del governo Draghi”, conclude il responsabile economico di FI (e amico dell’ex numero uno della Bce).

FdI dice no a ennesimo governo nato nei laboratori del Palazzo

A bocciare seccamente un governo guidato dall’ex banchiere centrale Ue è Giorgia Meloni. Per la leader di FdI esiste soltanto una via percorribile: tornare al voto. In un post pubblicato sui social, la Meloni ieri in tarda serata commenta: “Non penso che la soluzione ai gravi problemi sanitari, economici e sociali della Nazione sia l’ennesimo governo nato nei laboratori del Palazzo e in mano al Pd e a Renzi. In una democrazia avanzata, i cittadini, attraverso il voto, sono padroni del proprio destino. Anche quando la situazione è difficile. Soprattutto quando la situazione è difficile”. Poi la leader di FdI critica la scelta di Mattarella.

Meloni: “A differenza di Mattarella, riteniamo sia meglio tornare a votare”

Il Presidente valuta più opportuno rischiare un governo che per due anni avrà molte difficoltà a trovare soluzioni efficaci per gli italiani. Noi, invece, pensiamo sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte che possa governare cinque anni e dare all’Italia le risposte coraggiose di cui ha bisogno”. Infine, una precisazione d’obbligo: “Nel centrodestra ci confronteremo, ma all’appello del presidente rispondiamo che, in ogni caso, anche dall’opposizione ci sarà sempre la disponibilità di Fratelli d’Italia a lavorare per il bene della Nazione”. Resta da capire come conciliare tutto questo con le istanze sovraniste.

Adolfo Spezzaferro

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