Roma, 16 gen – Doveva essere una mascotte simbolo delle sorpresine trovate negli ovetti Kinder in 50 anni di storia del prodotto, ma è finita con l’accusa di suprematismo bianco. Nei giorni scorsi alcuni orripilati genitori hanno accusato il noto colosso dei dolciumi di aver prodotto una sorpresina rea di celebrare nientemeno che il Ku Klux Klan. Si tratta di un pupazzetto con un ciuffo ribelle di capelli biondi che regge tre palloncini con una “K” (la ‘K’ di kinder, si presume) stampata su ognuno di essi. Il risultato è la tripla K che, negli Stati Uniti come in tutto il mondo, è riconosciuta come il simbolo del Ku Klux Klan.

ovetto kinder kkk

La diffusione della “psicosi razzismo” non si è fatta attendere. Una madre di Victoria, Australia, ha dichiarato di avere inizialmente “riso a crepapelle, ma poi mi sono resa conto delle gravi conseguenze che la diffusione di questo oggetto potesse avere”. Aggiunge: “ll mio bambino ha solo 15 mesi e non è in grado di leggere, ma ho paura che dietro la produzione di questo gioco si celi una strategia precisa” e continua, “ciò che è accaduto solleva dubbi sulle reali politiche aziendali: dobbiamo considerarlo come una sorta di marketing subliminale?”. Un’altra madre australiana, Liz Cameron, ha evidenziato la somiglianza della capigliatura con quella di Donald Trump, periodicamente accusato di essere un suprematista bianco.

La Ferrero, azienda di produzione degli ovetti Kinder, ha cercato di correre ai ripari spiegando che le 3 K sui palloncini sono state frutto di “un errore” e si è affrettata a genuflettersi e porgere le proprie scuse, diffondendo un comunicato stampa: “Nel disegno iniziale, il giochino aveva un solo palloncino con la lettera K. Gli altri due sono stati aggiunti per rendere la struttura complessiva più robusta e stabile, dal momento che la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono molto importanti. Non volevamo assolutamente fare alcun riferimento al Ku Klux Klan e ci scusiamo davvero con chi si è sentito offeso. Il pupazzetto in questione era in edizione limitata in quanto prodotto in occasione del cinquantesimo anniversario di Kinder, abbiamo già interrotto la produzione e tramite il servizio clienti è possibile cambiare quelli già trovati negli ovetti con altri giochini a scelta”.

Ma siamo pronti a scommettere che ora ci saranno fior di collezionisti pronti a contendersi  i pupazzetti incriminati nei siti di aste online.

Cristina Gauri

 

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