New York, 23 ott – Una bomba è stata trovata nella cassetta delle lettere di una delle tante case di George Soros a Bedforf contea di Westchester, nello stato di New York. L’ordigno è stato fatto esplodere dagli artificieri in un bosco poco lontano dal luogo del ritrovamento, dopo che un dipendente del residence di proprietà del ricco magnate ungherese ha avvertito le forze dell’ordine per un pacco sospetto alle 3.45 di ieri pomeriggio.

Il New York times, che ha dato la notizia, non ha specificato se Soros fosse in casa quando è stato scoperto l’ordigno esplosivo e non ha nemmeno indicato di che tipo di ordigno si tratti. Solo in seguito si è saputo che il magnate non era in casa. L’Fbi ha avviato un’indagine per scoprire gli autori dell’intimidazione e sul profilo twitter ufficiale delle forze dell’ordine americane è stato comunicato che per il momento non ci sono indagati, né una minaccia alla pubblica sicurezza.

Non è la prima volta che Soros riceve minacce, anche se mai gli era stato recapitato un pacco bomba. Il miliardario, di origine ungherese, ha guadagnato la sua fortuna attraverso accorte speculazioni finanziarie e devoluto parte dei proventi delle sue attività speculative in progetti definiti legati alla difesa dei diritti umani, oltre a finanziare ong e associazioni che hanno fatto della sostituzione di popolo la propria ragion d’essere. Negli ultimi tempi Soros, mediante la sua fondazione Open Society, è accusato dai repubblicani americani di essere dietro alla carovana di migranti che si dirige verso gli Usa.

Il pacchetto con l’esplosivo fatto recapitare nella sua cassetta della posta, tuttavia, non può essere ricondotto, almeno per il momento, a qualche movente specifico, né attribuito a qualcuno in particolare. Inoltre, non è nemmeno chiaro cosa contenesse veramente il pacco, se l’esplosivo fosse realmente funzionante.

Anna Pedri

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