Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 12 mag – “La pandemia poteva essere evitata“: lo sostiene un rapporto di un gruppo di analisti indipendenti. Secondo gli esperti un vero e proprio “cocktail tossico” di negazione, scelte sbagliate e mancanza di coordinamento ha fatto precipitare il mondo in una pandemia che invece poteva esser evitata. Una risposta internazionale rapida e collaborativa avrebbe potuto fermare la diffusione del virus, impedendo che il focolaio di Wuhan, scoppiato in Cina nel 2019, si trasformasse in una catastrofe globale nel 2020.

Sangue di Enea Ritter

Rapporto indipendente: “La pandemia poteva essere evitata”

Sono un atto di accusa le conclusioni del rapporto dell’Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response sulla risposta dei leader mondiali e dell’Organizzazione mondiale per la Sanità, commissionato dalla stessa Oms. Intitolato “Covid-19: Make It The Last Pandemic”, il rapporto, oltre a spiegare perché la pandemia poteva essere evitata, propone una serie di regole per prevenire nuove pandemie e raccomanda alcune riforme al sistema di prevenzione. Fra queste riforme, il rapporto include l’istituzione di un Global Health Threats Council, maggiori poteri di sorveglianza per l’Oms, maggiori fondi per la International Pandemic Financing Facility. L’idea è che la struttura possa essere in grado di spendere fra i 5 e i 10 miliardi di dollari all’anno, e di stanziare fra i 50 e i 100 miliardi con scarso preavviso in caso d’emergenza.

Black Brain

Dito puntato contro quasi tutti i Paesi del mondo

Tornando all’analisi della pandemia, secondo gli esperti, quasi tutti i Paesi nel mondo rinviarono gli interventi per vedere in che misura il virus si sarebbe diffuso. Fu così che le misure anti-contagio arrivarono troppo tardi per arginare le conseguenze divenute catastrofiche. Il gruppo punta il dito anche contro la mancanza di una leadership globale che coordinasse il governo mondiale della pandemia, che avrebbe potuto mettere in campo leggi sanitarie internazionali restrittive.

“Ritardi evidenti in Cina. Ma ci sono stati ritardi ovunque, pure da parte dell’Oms”

Ci sono stati ritardi evidenti in Cina, ma ci sono stati ritardi ovunque“. E’ questa la conclusione dell’ex primo ministro neozelandese Helen Clark, co-presidente del gruppo di esperti indipendenti. Sulle responsabilità dell’Oms, “è passato troppo tempo”, osservano gli esperti, tra la notifica di un focolaio di polmonite sconosciuta a metà dicembre 2019 e la dichiarazione, il 30 gennaio, dell’emergenza sanitaria. Grave anche aver aspettato il 30 marzo a parlare di pandemia. Ma anche intervenendo una settimana prima, le cose difficilmente sarebbero cambiate di fronte “all’inazione di così tanti Paesi”, chiariscono gli esperti.

“Febbraio 2020 è stato un mese sprecato”

I 13 analisti del panel hanno passato gli ultimi otto mesi a esaminare la diffusione della pandemia e le misure adottate dall’agenzia sanitaria e dagli Stati per affrontarla. Ebbene, secondo il rapporto, febbraio 2020 è stato un “mese sprecato” durante il quale molti Paesi avrebbero potuto prendere iniziative per fermare la diffusione del virus. In sostanza, “ritardi, esitazioni e smentite” hanno fatto esplodere la pandemia. Quando infine è stata dichiarata la pandemia, ricorda la Clark, “si è scatenata una battaglia per ottenere materiale protettivo, terapeutico ed altri equipaggiamenti medici”. Il resto, purtroppo, è storia recente.

Ludovica Colli

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Fatemi capire bene o questo rapporto indica la necessita piu che mai di un governo globale? Usiamo la scusa della pandmia per il controllo globale in mano di pochi? La scusa perfetta insomma.
    Se la Cina avvisava del pericolo in tempo forse qualcosa sarebbe migliorato o forse no perche al governo regna l’ignoranza e i tecnici Burioni & Co, lo sono ancora di piu

Commenta