bataclanParigi, 14 nov – Si aggrava il bilancio delle vittime delle stragi di ieri sera a Parigi. Le ultime notizie, purtroppo ancora provvisorie, dicono che il numero di morti è salito a 128 e i feriti sono più di 250, alcuni dei quali in condizioni gravissime.


Tra i feriti risultano esserci anche degli italiani, tra cui due giovani di Senigallia, Massimiliano Natalucci e Laura Appolloni. La ragazza è stata raggiunta alla spalla da una scheggia o da un proiettile ed è già stata operata, mentre il ragazzo ha riportato solo ferite lieve ed è stato medicato.

Ancora nessuna notizia, invece, di Valeria Solesin, ventottenne veneziana che si trovava dentro la sala del Bataclan al momento dell’attentato.

Sergio Fiocco, funzionario del Consolato generale d’Italia a Parigi, ha confermato la circostanza dichiarando a Radio 24 :«Una ragazza italiana si trovava nella sala di concerti Bataclan con alcuni amici. Quando c’è stato l’attentato sono scappati tutti, la sua amica l’ha vista ferita, ha preso la borsa con il cellulare ed è scappata. Da quel momento di lei non sia hanno più notizie. È senza documenti perché la borsa l’aveva l’amica e si spera che sia stata solo ferita, non che sia fra le vittime. Ancora non c’è una lista di morti e feriti».

Nonostante il massacro sia stato rivendicato, c’è ancora assoluta incertezza sull’identità degli attentatori. Sembrerebbe che sul corpo di uno di quelli che hanno azionato la cintura esplosiva (solo due degli otto terroristi sono stati uccisi dalla polizia), sia stato rinvenuto un passaporto siriano. Un altro, invece, stando ad alcune indiscrezioni sarebbe un giovane con passaporto francese. Queste circostanze sono ancora tutte da confermare.

E mentre si contano ancora i morti e i feriti, non sembra sia stata concessa una tregua alla città. Secondo quanto riporta Le Parisien, un’auto con quattro persone armate a bordo ha forzato un casello autostradale nelle Yvelines, a sud-ovest di Parigi. La polizia, individuata l’autovettura ad Ablis, si sarebbe messa all’inseguimento in direzione di Parigi.

Alberto Maglio

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