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La “sindaca” socialista di Parigi, Anne Hidalgo, si è vista sanzionare con una multa di circa 90mila euro per aver proceduto alla nomina di un eccessivo numero di dirigenti donne all’interno degli uffici della amministrazione parigina.

La “sindaca” di Parigi multata per aver nominato troppe donne 

Suona quasi come una ironica beffa per chi ha cercato di elevare il politicamente corretto ad agenda politica. E infatti la reazione del primo cittadino punto sul vivo è stata assai decisa e accesa: “decisione irragionevole”, la definisce. E ha poi proseguito rincarando la dose e descrivendo la multa come “assurda, ingiusta, irresponsabile e pericolosa” e rivolgendosi poi all’Assemblea cittadina, ha aggiunto di sentirsi addirittura “felice” della sanzione spiegando che “dobbiamo promuovere le donne con determinazione e vigore perché il ritardo ovunque in Francia è ancora molto grande. Per raggiungere un giorno la parità, dobbiamo accelerare i tempi e fare in modo che nelle nomine ci siano più donne che uomini “.

Una disparità decisamente palese

In realtà, la decisione è stata presa dal Ministero della funzione pubblica all’esito di una istruttoria da cui sono emersi dei dati che parlano da soli. Nel 2018, infatti, nei ranghi apicali della amministrazione parigina ben undici posti sono andati alle donne e solo 5 a uomini. Si tratta di una disparità talmente palese che in effetti nonostante le piccate risposte della Hidalgo sembra davvero commentarsi da sola.

La violazione contestata, secondo quanto riporta la stampa francese, concerne la normativa del 2013 secondo cui agli appartenenti ad un medesimo genere non possono essere destinati più del 60 per cento dei posti dirigenziali, una percentuale ampiamente violata come abbiamo visto.

Due pesi e due misure

Non sembra rassegnarsi la sindaca socialista, la quale ricopre il suo incarico dal 2014. “Il bello della burocrazia è che non conosce assolutamente il discernimento e quindi osa tutto” ha commentato con salace ironia Anne Hidalgo. Ha poi annunciando che lei stessa porterà questo assegno “con i (suoi) deputati, i (suoi) amministratori e tutte le donne della segreteria generale”. “Lo proporrò a tutti i presidenti dei gruppi, maggioranza e opposizione, se lo desiderano” di aderire, ha poi concluso.

Viene da chiedersi che cosa avrebbe commentato, e se il tono ironico e sarcastico si sarebbe mantenuto uguale, se la nomina a dirigente avesse riguardato undici uomini e solo cinque donne. Una discriminazione, se prevista come tale dalla legge, non dovrebbe forse essere sempre una discriminazione?

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. ottimo.
    ma la normativa di riferimento è SBAGLIATA:
    vogliono la parità?
    allora che parità SIA….
    50%
    IN TUTTI I CAMPI.
    compreso l’insegnamento,compreso i lavoro stradali,compresi gli spazzini ecc

  2. Ma che razza di commento fa la giornalara? Nella maggior parte dei casi gli uomini sono ancora in netta maggioranza. Gauri smamma a casa e lascia il tuo posto a chi è capace, magari uomo, visto che ti preme tanto.La calzetta ti aspetta, ma anche in quel caso cerca di non fare danni.

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