Roma, 26 lug — Nel film Robocop il Droid 209 («l’elemento autosufficiente che fa rispettare la legge») falliva miseramente il test di affidabilità crivellando di colpi il malcapitato volontario che si sottoponeva alla dimostrazione: senza arrivare a conseguenze così estreme, è quanto ricorda la brutta disavventura capitata a un bambino russo a cui un robot «scacchista» ha rotto un dito nel corso di un torneo.

L’automa, governato da un’intelligenza artificiale di ultima generazione, era impegnato in tre sfide in contemporanea: uno dei tre avversari risultava essere il piccolo Christofer, di sette anni. Nel video, diffuso dai media russi, è possibile osservare l’azione del robot scacchista che afferra il dito del bambino e lo stringe per alcuni secondi, fratturandolo, mentre gli adulti presenti si precipitano a liberarlo dalla morsa del braccio meccanico fuori controllo.

Il robot scacchista rompe il dito all’avversario di 7 anni 

Il piccolo Christopher, riportano i media, non ha subito danni irreparabili ed è stato in grado di terminare la partita contro il robot scacchista il giorno successivo. I genitori, tuttavia, si sono messi in contatto con le autorità per fare luce sullo spiacevole episodio. Il presidente della Federazione di Scacchi di Mosca, Sergey Lazarev, ha tiepidamente espresso il proprio dispiacere per l’incidente: «Il robot ha causato la frattura del dito del bambino e ovviamente è qualcosa di molto brutto». Le cause del malfunzionamento non sono ancora state appurate ma secondo il dirigente «il piccolo non ha dato abbastanza tempo al robot di formulare una risposta dopo una mossa». Ipotesi che troverebbe riscontro nelle immagini del video in cui Christopher, uno dei migliori 30 giocatori under-9 di Mosca, decide di compiere la propria mossa quando ancora il braccio robotico sta depositando un pezzo all’interno di un recipiente, mandandolo il robot scacchista in tilt.

Per questa volta è andata relativamente «bene», vale a dire senza conseguenze irreversibili; ma l’incidente getta un’ombra sui rischi legati all’utilizzo di automi governati dall’intelligenza artificiale, anche in un contesto apparentemente innocuo, come una partita a scacchi.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Gioco a scacchi da una vita, rovinarli così è proprio da tecnici, prevedibili infami e matti rincoglioniti.
    W Fisher, il genio, la sregolatezza e l’ anticonformismo rivoluzionario. C4 sempre.

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