Mosca, 8 mar — Arriva l’assist religioso al conflitto tra Russia e Ucraina: secondo il capo della chiesa ortodossa, il patriarca Kirill (o Cirillo I°), l’invasione di Mosca sarebbe giusta perché rappresenta una «crociata»contro le nazioni che sostengono le lobby Lgbt «promuovendo stili di vita peccaminosi» e contrari alla tradizione cristiana. La guerra contro chi incoraggia l’omosessualità è dunque, secondo Kirill, il vero spartiacque tra bene e male. Le dichiarazioni sono state pronunciate durante il sermone della Domenica del perdono che in Russia dà il via al periodo della Quaresima.

Il patriarca russo Kirill contro i valori dell’Occidente

«Oggi esiste un test per la lealtà a questo governo, una specie di passaggio a quel mondo “felice”, il mondo del consumo eccessivo, il mondo della “libertà” visibile. Sapete cos’è questo test? È molto semplice e allo stesso tempo terribile: è una parata gay», ha spiegato Kirill: secondo il Patriarca, «le parate del Gay pride dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano», caratteristica che va combattuta e rifiutata perché comporterebbe «la fine della civiltà umana».

L’inutile appello delle comunità cristiane

Il sermone arriva dopo che nei giorni scorsi le realtà cristiane ucraine (cattoliche e ortodosse) avevano chiesto al patriarca di prendere posizione sul conflitto, aspettandosi un punto di vista anti-bellico. Lo scorso due marzo, 431 preti e diaconi della Chiesa ortodossa avevano firmato una lettera aperta con la quale chiedevano la cessazione del conflitto, esprimendo pietà «per questa dura prova alla quale sono stati sottoposti, senza colpa alcuna, i nostri fratelli e sorelle ucraine». «Ci rivolgiamo alle persone che possono porre fine a questa guerra, con un appello alla pacificazione e alla immediata cessazione del fuoco». Tra i firmatari comparivano anche tre vescovi della chiesa di Mosca.

E invece Kirill ha spiazzato tutti con una bordata in senso contrario. «Stiamo parlando di qualcosa di molto più importante della politica. Parliamo della salvezza umana… siamo entrati in una guerra che non ha significato fisico ma metafisico». Nel sermone, il patriarca russo Kirill non ha mancato di citare la regione del Donbass come «esempio virtuoso» di lotta ai valori imposti dall’Occidente, pregando per i soldati — si presume parlasse di quelli russi — senza spendere una parola per i civili ucraini: «Che il Signore inclini la sua misericordia verso la terra sofferente del Donbass, che ha portato questo segno triste per otto anni, generato dal peccato e dall’odio umano».

Cristina Gauri

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteCrimea e Donbass, ora Zelensky parla di “possibile compromesso”. E sulla Nato…
Articolo successivoConte resta leader sospeso: tribunale Napoli rigetta istanza M5S
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

Commenta