Roma, 8 mar – Brutte notizie per Giuseppe Conte e il “suo” M5S: il tribunale civile di Napoli ha rigettato l’istanza avanzata dai 5 Stelle. I grillini chiedevano la revoca dell’ordinanza cautelare che il 7 febbraio scorso ha disposto la sospensione del nuovo statuto e della conseguente elezione di Conte a presidente del M5S. Ma il tribunale ha respinto la richiesta perché il Movimento non poteva non sapere del regolamento (qui le motivazioni nel dettaglio).

Tribunale di Napoli rigetta istanza M5S: Conte resta presidente sospeso

Il giudice Francesco Paolo Feo ha fissato per il prossimo 5 aprile l’udienza nel merito della causa, intentata da tre iscritti partenopei (Renato Delle Donne, Steven Brian Hutchinson e Liliana Coppola) per far annullare le deliberazioni dell’assemblea del 2 e 3 agosto scorso. Feo è lo stesso magistrato che in prima istanza aveva rigettato la domanda cautelare, negando i presupposti d’urgenza. Presupposti “non riscontrabili – spiega – all’esito della comparazione fra l’interesse dei ricorrenti alla sospensione della delibera e quello dell’associazione convenuta (e quindi di tutti gli altri associati), alla prosecuzione dell’attività politica”.

La questione del regolamento e quell’assemblea di agosto 2021

I tre attivisti però avevano fatto ricorso al tribunale collegiale, che invece aveva dato loro ragione. Questo perché – si legge nell’ordinanza – gli iscritti da meno di sei mesi erano stati esclusi dall’assemblea del 2 e 3 agosto 2021. E questo perché “in assenza di un regolamento adottato dal Comitato di garanzia su proposta del Comitato direttivo”, come prescriveva il vecchio statuto.

Per il giudice i vertici del M5S non potevano non sapere

Inutile dunque la contestazione sollevata dai legali del M5S sulla base del fatto che Conte e i vertici grillini non sapessero – al momento della sospensione – della vigenza di un regolamento che disponeva l’esclusione dalle assemblee dei nuovi iscritti. “Tale documento non sarebbe stato prodotto prima in giudizio perché, di esso, l’istante Associazione sarebbe venuta a conoscenza solo dopo la pronuncia dell’ordinanza di sospensione”, riassume il provvedimento del giudice.
I vertici M5S, inoltre, dovevano conoscere l’esistenza del regolamento, aggiunge il magistrato.

Giovedì e venerdì la nuova assemblea M5S (ma esito sarà nuovamente impugnato)

Tutto da rifare, dunque. In tal senso, il Movimento, peraltro, ha convocato per giovedì 10 e venerdì 11 marzo una nuova assemblea per rivotare le modifiche di agosto sulla piattaforma SkyVote. Escludendo di nuovo gli iscritti da meno di sei mesi proprio sulla base del regolamento del 2018, considerato valido ed efficace. Scelta criticata dal legale dei ricorrenti, l’avvocato Lorenzo Borrè: “Per poter escludere dal voto gli associati iuniores serve un regolamento adottato su istanza del Comitato direttivo”. E non finisce qui, infatti Borrè non esclude che anche l’esito della prossima assemblea verrà impugnato: “Le modalità di convocazione dell’assemblea e le modifiche proposte prestano indubbiamente il fianco, entrambi i fianchi direi, a eventuali nuove impugnazioni. Ricordo sempre che non sono io ad impugnare: la mia opera si riduce al patrocinio. Ma se tanto mi dà tanto…”.

Il dato politico è che Conte si riduce ad affermare la sua leadership a colpi di carte bollate. Altro che democrazia diretta con il voto online. In ogni caso, il M5S, senza vertici, è in preda al caos più totale.

Adolfo Spezzaferro

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