Roma, 6 lug – Mentre il governo Lega-M5S non sembra perdere colpi, l’opposizione cerca di restare a galla, e di tenersi stretto lo zoccolo duro degli elettori. Ecco infatti che nasce, almeno sulla carta, Forza Italia 2.0. Come annunciato nelle scorse settimane, il presidente Silvio Berlusconi lancia il restyling del suo partito, facendo assomigliare un po’ di più a quelli di oggi, dove non c’è un solo uomo al comando (almeno non sulla carta). Primo atto, la nomina del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani a vicepresidente di Forza Italia. I nuovi Dipartimenti, come si legge in una nota del Cav, saranno guidati da parlamentari con particolare esperienza tecnica e politica nel settore di competenza (Affari costituzionali, Giustizia, Affari Esteri, Difesa, Politica economica, Bilancio/Finanze, Istruzione, Cultura, Sport, Ambiente, Lavori pubblici, Attività produttive, Lavoro, Trasporti e telecomunicazioni, Affari sociali, Agricoltura, Politiche Ue, Mezzogiorno, Pari opportunità, Professioni, Italiani all’estero, Diritti degli animali e Tutela dei consumatori). La responsabilità del settore Dipartimenti del Movimento viene affidata al neosenatore Adriano Galliani.
Obiettivo di Berlusconi è quello di convincere gli elettori – l’appuntamento è quello delle Europee 2019 – che il suo partito è rinnovato, moderno …una novità, insomma. Un po’ come è stato negli ultimi vent’anni e passa, con le varie edizioni del Cav, pre e post predellino.
Meno facile il compito di chi invece vuole riesumare il Partito democratico. Anche perché in casa dem manca, come dire, il senso pratico. E il campione della fuffa, in tal senso, è il segretario reggente Maurizio Martina, che ama impelagarsi ed avvitarsi in discorsi da vero sognatore di veltroniana memoria. Il tutto mentre il buon governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si sta già organizzando per prendersi il partito (con la benedizione di Matteo Renzi). “Abbiamo assolutamente in testa l’idea di un nuovo centrosinistra, che unisca le energie. Abbiamo in testa la necessità di scovare nella società energie che possano fare con noi un battaglia alternativa alla nuova destra, che c’è e ha i contorni della egemonia che Salvini sta determinando su tutto il governo”. Così Martina risponde alla lettera con cui l’ex segretario Pierluigi Bersani dalle pagine di Repubblica invitava la sinistra a ricompattarsi contro le destre “cattive” al governo, secondo uno schema a dir poco vetusto ma comunque efficace. “Dobbiamo ragionare – ha detto Martina – tutti in termini nuovi, quindi tutte le riflessioni che pongono questa questione vanno ascoltate, rispettate, magari non completamente condivise, ma la cosa importante è che tutti si faccia un passo in avanti, ci si metta in moto, noi lo faremo. Va bene tutto ciò che porta a una riflessione aperta, non facciamo quelli gelosi ciascuno delle proprie posizioni. Siamo interessati a un percorso che apre spazi di confronto positivo e useremo anche le nostre feste democratiche, le feste dell’Unità per realizzare questi primi momenti di confronto”.
Insomma, Martina parla di passi avanti. il leader di Liberi e Uguali invece nel suo appello parlava di passi indietro. Per adesso la sinistra si concede un balletto.
Adolfo Spezzaferro


Commenta