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Londra, 8 feb  I pedofili che ricercano contenuti illegali online si sentono più minacciati dai “gruppi di vigilanti online”, ovvero da privati cittadini che decidono di indagare, piuttosto che dalla polizia. Lo hanno scoperto, indagando, i funzionari della polizia britannica.



I pedofili online e la paura di essere “smascherati”

Il meccanismo che fa sentire più “in pericolo” davanti a privati cittadini i pedofili che spesso cercano le loro vittime online sono ben spiegate in un documentario, che andrà in onda in tre parti a partire da stasera sulla tv britannica, in cui vengono per la prima volta detective della Polizia fingeranno di essere a loro volta a molestatori sessuali per catturare i pedofili sul web.

Polizia, agenti si fingono “predatori” a loro volta

I capi della Polizia inglese, altresì se la prendono con le grandi aziende tecnologiche, insistendo sul fatto che “devono assumersi la responsabilità” per aver fallito negli sforzi per bloccare milioni di immagini di abusi condivise online. Il sergente investigativo Andy Nash, dell’Unità delle operazioni speciali della Gran Bretagna orientale, ha affermato che i pedofili hanno più paura dei gruppi online che “adescano” le persone utilizzando profili falsi di bambini, esponendoli poi alla telecamera, rispetto alla polizia.

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Il documentario sulla pedofilia online di Channel 4

Ha dichiarato così al Times: “Sono meno preoccupati di incontrare gli agenti di polizia. E questo è perché noi non trasmettiamo in diretta su Facebook le loro malefatte, affinché le loro famiglie possano vederlo o perché generalmente si teme che la condanna per i pedofili non sia poi sufficiente”. Il documentario, curato da Channel 4 segue “Simon”, un individuo che finge di offrire sua figlia di 10 anni ad alcuni pedofili online, ma che in realtà è un agente sotto copertura. L’agente ha detto al Mirror: “Simon è completamente fittizio, è un personaggio. Quando entro nel ruolo è come una pelle che mi metto”. “È piuttosto inquietante ritrarre te stesso come un adulto, un maschio, un pedofilo” dichiara l’agente di Polizia “ma è una tecnica ottima per catturare pedofili in cerca di vittime da abusare o da stuprare“.

La responsabilità dei giganti dei social

Secondo la Polizia inglese, l’esplosione degli abusi sessuali su minori online è solo peggiorata durante la pandemia, con segnalazioni di materiale osceno più che raddoppiate a livello globale a oltre quattro milioni nel primo mese di blocco nel 2020. Nell’aprile dello stesso anno, ci sono stati quasi nove milioni di tentativi nel Regno Unito di accedere a siti Web contenenti immagini o video di abusi sessuali su minori, già precedentemente bloccati dalla Internet Watch FoundationSimon Bailey, responsabile per la protezione dei bambini presso il Consiglio della Polizia nazionale britannica, ha aggiunto che va fatta pressione sulle grandi aziende tecnologiche affinché vi sia maggiore sicurezza sui social network e che la Polizia non è in grado di affrontare la minaccia dei pedofili nel modo che desidera finché questo non viene fatto.

Ilaria Paoletti

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