Roma, 13 gen – Il paradosso della Nigeria è che pur essendo uno dei più grossi produttori di petrolio dell’Africa, importa quasi tutti i carburanti che consuma. Questo è dovuto in particolare alla mancanza di raffinerie che le permettano la trasformazione del petrolio estratto in carburanti. Una situazione che causa alla nazione africana problemi enormi, non solo perché le scarse riserve di valuta pregiata devono essere usate per importare ciò che potrebbe produrre in loco, ma anche perché il governo nigeriano spende ogni anno decine di miliardi di dollari per i sussidi, al fine di vendere il carburante a prezzi bassi.

Petrolio, le nuove raffinerie della Nigeria

Ovviamente questa situazione è insostenibile e per tale motivo sia il governo che gli investitori privati hanno iniziato a costruire nuove raffinerie che dovrebbero entrare in funzione entro pochi mesi, permettendo alla Nigeria di produrre tutti i carburanti che consuma. Il progetto più grosso è la raffineria che il miliardario nigeriano Aliko Dangote ha costruito vicino a Lagos e che dovrebbe entrare in funzione il prossimo autunno.

Questa raffineria avrà la capacità di raffinare 650mila barili di petrolio al giorno e permetterà di produrre abbastanza carburanti non solo per coprire il fabbisogno della Nigeria, ma anche quello dei Paesi vicini, consentendo di conseguenza al governo nigeriano di risparmiare preziose riserve di valuta che potranno poi essere utilizzate per le importazioni. Quella di Aliko Dangote però non è l’unica raffineria che presto inizierà a essere operativa in Nigeria, visto che un’altra di questo tipo sta per entrare in funzione a Port Harcourt, nella regione del Delta, e che avrà una capacità di raffinazione di 60mila barili al giorno.

Giuseppe De Santis

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