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Roma, 3 mar – Nuovi guai in patria per l’ex-candidata presidente e attuale leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya, che attualmente vive in Lituania. Il Comitato Investigativo della Bielorussia ha presentato all’ufficio del procuratore generale la documentazione per richiederne ufficialmente l’estradizione. “Tikhanovskaya è attualmente sulla lista dei ricercati”, ha annunciato ieri mattina il comitato. Sono stati messi in stato di accusa anche quattro collaboratori della Tikhanovskaya nel quadro delle indagini volte a identificare le persone coinvolte nell’organizzazione dei disordini post-elettorali.



Il video che inguaia la leader dell’opposizione bielorussa

A rafforzare le accuse vi è la registrazione video di una riunione svolta ad agosto tra la Tikhanovskaya e i suoi principali collaboratori durante la quale avrebbero pianificato l’assalto a palazzi governativi a Gomel, seconda città più grande della Bielorussia e capoluogo dell’omonima regione. “Le forze dell’ordine hanno ricevuto informazioni che persone della cerchia ristretta di Svetlana Tikhanovskaya stavano preparando il sequestro di edifici istituzionali a Gomel – spiega il comitato investigativo – In occasione di una riunione tenutasi il 5 agosto scorso alla presenza della stessa Tikhanovskaya, riconosciuta in video attraverso un esame fondoscopico, è stato discusso un piano per organizzare rivolte di massa e sequestrare i palazzi delle amministrazioni e dei comitati esecutivi nominandone a capo proprie persone al posto dei legittimi titolari”. Secondo le indagini la Tikhanovskaya ha accettato di finanziare l’acquisto di pistole stordenti, spray urticante, megafoni ed altri oggetti utili al suo progetto di rivolta.

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Lo staff della Tikhanovskaya si difende dalle accuse

Gli accusati si trovano già tutti detenuti in custodia cautelare, ad eccezione della Tikhanovskaya per la quale sarà emesso un mandato di cattura internazionale con richieste di estradizione alla Lituania, e rischiano fino a otto anni di carcere.

L’ufficio stampa della Tikhanovskaya respinge le accuse affermando che “durante il periodo elettorale e nei mesi di protesta dopo le elezioni, la squadra di Svetlana Tikhanovskaya ha comunicato e continua a comunicare con un numero enorme di bielorussi. Alcuni di loro sostengono la necessità di azioni violente ma Svetlana Tikhanovskaya non ha mai partecipato allo sviluppo di tali piani. Sosteniamo solo metodi pacifici”.

Lorenzo Berti

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