Roma, 15 apr – La polizia israeliana in tenuta antisommossa ha fatto irruzione nella moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme. Si riaccende nuovamente la tensione fra palestinesi e israeliani. Come testimoniato da diverse immagini e video diffusi sui social, l’assalto ha portato a violenti scontri e diversi arresti che si sono consumati proprio negli spazi interni della moschea. La Mezzaluna Rossa parla di circa 300 palestinesi fermati dalla polizia e di oltre 150 feriti. Tra gli israeliani si registrerebbero solamente tre feriti lievi.

Le ricostruzioni dell’irruzione di Al-Aqsa

Come lo scorso anno, l’epicentro della crisi è la Spianata delle Moschee. Le autorità israeliane, infatti, hanno motivato il blitz nella moschea di Al-Aqsa con un lancio di pietre che alcuni manifestanti di Hamas avrebbero compiuto proprio dalla Spianata delle Moschee verso il Muro del Pianto. In questi termini si esprime anche Kobi Shabtai, capo della polizia israeliana: “Quando i rivoltosi hanno lanciato fuochi d’artificio e pietre contro i fedeli ebrei al Muro del Pianto siamo intervenuti e li abbiamo arrestati”.

Di tutt’altro avviso l’Autorità palestinese, che tramite il suo portavoce, Nabil Abu Rudeineh, ha condannato duramente l’accaduto: “L’assalto alla moschea di Al-Aqsa e l’ingresso delle forze di occupazione nella moschea rappresenta uno sviluppo pericoloso e un sacrilegio, ed equivale a dichiarare guerra al nostro popolo palestinese”. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, parla invece di “eroica difesa della benedetta Moschea di Al Aqsa”.

La moschea di Al-Aqsa riveste un ruolo fondamentale per tutto il mondo arabo, essendo il terzo luogo più sacro per l’Islam dopo Medina e la Mecca. Essa sarebbe quella moschea estrema (Al-Aqsa significa letteralmente “più lontana”) dove il profeta Maometto sarebbe stato trasportato nel suo “viaggio notturno” per ascendere al Cielo e giungere al cospetto di Allah.

L’inizio di una nuova crisi?

Gli scontri di oggi potrebbero rappresentare l’inizio di una pericolosa escalation. Per la prima volta da dieci anni, la Pasqua cristiana e quella ebraica si verificano nella stessa settimana, peraltro nello stesso mese del Ramadan mussulmano. Come se non bastasse, nell’ultimo mese in Israele si sono registrati quattro attentati terroristici che hanno causato la morte di 14 persone, mentre l’esercito israeliano ha portato avanti diverse operazioni militari in Cisgiordania.

Michele Iozzino

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