Roma, 27 gen – La Polonia ha iniziato la costruzione del “muro” alla frontiera con la Bielorussia. Si tratta, ad essere precisi, di una grande recinzione lungo il confine con cui il governo di Varsavia intende impedire l’ingresso di clandestini. Ad annunciare l’avvio dei lavori è stata Krystyna Jakimik-Jarosz, portavoce delle guardie di confine. “Oggi la Guardia di frontiera ha consegnato i siti di costruzione ai contractor”, scrive su Twitter la Straż Graniczna, la polizia doganale polacca, specificando che la barriera sarà lunga 186 chilometri e verrà a costare circa 1,6 miliardi di zloty, oltre 340 milioni di euro.

 

Polonia, muro di 186 chilometri al confine con la Bielorussia

Un investimento senza precedenti per l’esecutivo guidato dal premier Mateusz Morawiecki. Annunciata più volte negli scorsi mesi, l’avvio della costruzione della recinzione era prevista a dicembre scorso. Il ministro dell’Interno, Mariusz Kaminsk, aveva descritto nel dettaglio la struttura che nei piani di Varsavia dovrebbe completarsi entro la metà del 2022. Verosimilmente, visto il ritardo verificatosi, potrebbe in realtà essere ultimata entro la fine dell’anno.

“Sarà lunga 180 chilometri, alta 5,5 metri e verranno utilizzate le soluzioni più moderne“, aveva detto Kaminsk. “Un investimento assolutamente strategico e prioritario per la sicurezza della nazione e dei suoi cittadini”, aveva precisato Kaminski. I 180 chilometri indicati (per l’esattezza i chilometri, come detto, sono 186), corrispondono più o meno alla metà della lunghezza del confine tra Polonia e Bielorussia. Ora l’opposizione polacca attacca duramente il governo, definendo la recinzione “il muro della vergogna”. Ma l’esecutivo di Varsavia tira dritto e non sembra proprio intenzionato a rivedere i propri piani.

Alta tensione con la Bielorussia

In tutto questo la tensione con Minsk resta alta, nonostante la scarsa attenzione mediatica delle ultime settimane. Secondo Stanislaw Zaryn, portavoce del ministro coordinatore dei servizi speciali, “con il miglioramento del meteo la Bielorussia tenterà di nuovo di aumentare la pressione migratoria”. E già in questo momento si può notare “un’aumento dell’attività dei gruppi su internet che gestiscono i corridoi attraverso la Bielorussia verso l’Occidente e che cercano persone desiderose di raggiungere l’Unione europea”. Anche per questo motivo “la costruzione di una barriera difensiva consentirà di tutelare meglio la Polonia contro le attività organizzate dai servizi bielorussi”, dice Zaryn.

 

Eugenio Palazzini

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