Roma, 28 nov – Da tempo il governo della Namibia vuole sfruttare la posizione geografica della nazione per fornire un accesso al mare a tutti quei Paesi che ne sono privi. Basti pensare al polo logistico sorto attorno al porto di Walvis Bay, centro nevralgico per l’esportazione e l’importazione di merci. Proprio in quest’ottica, di recente, Namibia e Zimbabwe hanno firmato un accordo per consentire a quest’ultimo di poter utilizzare lo scalo per le sue esigenze commerciali.

L’accordo commerciale tra Namibia e Zimbabwe

Il governo di Windhoek ha così affidato a quello di Harare un’area di circa 18mila metri quadrati per consentire alle imprese dello Zimbabwe di poter importare ed esportare con Europa, America e nazioni dell’Africa occidentale. La concessione ha durata cinquantennale. Il progetto ha ricevuto l’appoggio del Southern African Development Community, associazione dei Paesi dell’area meridionale del continente nero. Obiettivo quello di rimuovere le barriere al commercio tra i Paesi membri al fine di promuovere il commercio tra le diverse realtà africane.

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Il polo logistico che sorgerà porterà vantaggi non solo allo Zimbabwe ma anche alla Namibia, che potrà trarre vantaggio dalle infrastrutture che sono tra le migliori di tutta l’Africa. L’aumento dei commerci nel porto di Walvis Bay a sua volta stimolerà lo sviluppo di città di frontiera quali Victoria Falls e Katima Mulilo. Per agevolare l’interscambio fervono i lavori per il completamento del Kazungula Bridge, ponte situato al confine tra Botswana e Zambia. Servendo però anche Namibia e Zimbabwe che proprio su quella frontiera si collocano.

Per Windhoek questo non è il solo progetto logistico in via di definizione. Accanto ad esso troviamo anche i corridoi del Trans-Kalahari e il Walvis Bay-Ndola-Lubumbashi, che sfrutteranno sempre la sua posizione geografica per fornire accesso al mare ai Paesi confinanti che non ne dispongono.

Giuseppe De Santis

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1 commento

  1. Namibia… si ripete il gioco del porto di Amburgo, in tempi e spazi diversi comunque interessanti. E noi? Si sta a guardare, anzi a castrarci da soli e farci pure comprare per “starci dentro”. Roba da matti.

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