Roma, 30 nov – È notizia di questi giorni che il primo sottomarino della classe Antey, denominato K-329 Belgorod, ha terminato il lungo processo di test operativi ed è pronto per essere consegnato alla marina russa. La notizia può sembrare dedicata al pubblico degli addetti al settore, ma ci troviamo di fronte ad una svolta epocale.

Poseidon: il sottomarino autonomo

Il Belgorod infatti è il primo sottomarino a poter operare con il Poseidon. Questo nuovo sistema d’arma, conosciuto ufficialmente con il nome di “Status-6 Oceanic Multipurpose System” o “Kanyon” nella nomenclatura Nato, è sostanzialmente un veicolo sottomarino senza pilota di progettazione stealth con portata massima di 10mila chilometri, capace di viaggiare ad una profondità di 1.000 metri. Il suo sistema propulsivo è costituito da un mini reattore che gli consente, oltre a raggiungere una velocità di 185 chilometri orari, di innescare una potente testata nucleare da 100 megatoni posizionata sull’ogiva del drone-siluro.

Il sistema deriva da un vecchio progetto del famoso Andrey Sakharov, creatore della Bomba Zar da 100 Megatoni, diventato poi uno dei principali sostenitori del disarmo nucleare tanto da vincere il premio nobel per la pace nel 1975. La sua idea, realizzata in questo progetto, era di creare un sistema che potesse generare onde di tsunami alte fino a 500 metri che spazzerebbero vasti tratti di costa. Inoltre l’intero ecosistema costiero e l’industria ittica sarebbe stata spazzata via a causa dell’avvelenamento dovuto al pericolosissimo isotopo radioattivo Cobalto-60 prodotto dal rivestimento di Cobalto-59 a seguito della reazione. Tali onde venefiche potrebbero viaggiare per centinaia o addirittura migliaia di chilometri avvelenando ogni fonte d’acqua per almeno 5 anni.

Fine delle deterrenza nucleare?

Una potenza distruttiva impressionante, soprattutto se si prende in considerazione che probabilmente questa capacità operativa sarà estesa anche agli altri 8 “classe Antey” attualmente in servizio ed ai 10 “classe Yasen” in corso di realizzazione. Il sistema sarebbe inoltre immune a tutti i tipi di difesa antimissile attuali, alle armi laser o cannoni a rotaia che potrebbero essere utilizzati per abbattere i missili balistici convenzionali. L’unico modo possibile per evitare un attacco sarebbe, ad oggi, quello di affondare il “sottomarino madre” prima che esso possa trovarsi nella posizione di lanciare un attacco.

Una cosa è certa: i russi sono riusciti a creare un’arma strategica che surclassa ogni deterrente nucleare esistente. Una “Bomba Ambientale” che ha spazzato via la dottrina della “Mutual Assured Destruction” che ha garantito la pace tra le grandi potenze dal 1945 ad oggi.

Aldo Campiglio

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