Roma, 11 ott – Tanto tuonare per poi negoziare? Probabile, perché come più volte rimarcato anche su questo giornale, è proprio adesso che può riaprirsi il tavolo negoziale sulla guerra in Ucraina. Da giorni gli Stati Uniti, o per meglio dire i servizi americani, mandano in tal senso pizzini alla Russia. Segnali variamente interpretabili, certo, ma pur sempre segnali che tutto evocano tranne lo scontro frontale. La prima risposta pubblica, è arrivata oggi. Ed è una risposta senz’altro “aperturista”. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha infatti annunciato che la Russia è pronta a dialogare con l’Occidente e soprattutto non esclude la possibilità di un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense Joe Biden, a margine del prossimo G20. Mosca attende dunque la disponibilità di Washington.

Incontro Biden-Putin, ecco quando

“La Russia non rifiuta di tenere dei negoziati con gli Stati Uniti a margine del vertice del G20 qualora dovesse essere presentata una proposta in merito”, ha dichiarato da Lavrov in un’intervista rilasciata all’emittente Rossiya 1 Tv. “Abbiamo detto molte volte che non rifiutiamo mai gli incontri, e se arriverà una proposta, la prenderemo in considerazione”. La Russia, ha poi precisato il ministro degli Esteri, “accoglie sempre con favore qualsiasi proposta di colloquio finalizzato al raggiungimento della pace”.

Lo stesso Lavrov ha inoltre allontanato lo spauracchio nucleare. ”Se dipendesse da noi, il presidente (Putin, ndr) ha detto più di una volta che la nostra dottrina nucleare prevede solo misure di rappresaglia che sono pensate per evitare la distruzione della Federazione russa in seguito a un attacco nucleare o ad altri tipi di attacchi che minacciano l’esistenza stessa dello stato russo”, ha detto ”Spero che dimostrino di essere responsabili coloro che speculano continuamente sulla possibilità di una guerra nucleare”, ha aggiunto Lavrov. Sta di fatto che proprio adesso, con la recrudescenza del conflitto e sull’orlo della catastrofe paventata, le trattative iniziano ad apparire un’opzione concreta. Difficilmente però vi saranno svolte in tempi brevi. Al summit G20, che si terrà a Bali i prossimi 15 e 16 novembre, manca più di un mese.

Eugenio Palazzini

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