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Roma, 3 giu – Un poliziotto afroamericano, ucciso da afroamericani mentre “manifestavano” (leggi: saccheggiavano), perché un poliziotto bianco ha un ucciso un afroamericano. Succede anche questo nell’America sferzata dalle violente proteste per l’uccisione di Floyd George.  

L’agente assassinato si chiamava David Dorn, era un poliziotto in pensione di 77 anni la cui morte è stata ripresa e pubblicata durante una diretta Facebook, dopo essere stato aggredito da un gruppo di persone che avevano fatto irruzione in un banco dei pegni, il Lee’s Pawn & Jewelry di St. Louis per saccheggiarlo. Il corpo di Dorn è stato trovato senza vita di fronte al negozio, che secondo quanto riportato dai media americani, sarebbe di proprietà di un amico della vittima. Le immagini del cadavere di Dorn sono state condivise in rete e cancellate alcune ore dopo. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricordato in un tweet David Dorn “ucciso da spregevoli saccheggiatori la scorsa notte”. “Onoriamo i nostri agenti di polizia, forse più di prima. Grazie!”, ha twittato Trump. Sempre il tycoon minaccia di mobilitare l’esercito americano contro i facinorosi, invocando l’Insurrection Act del 1807 che conferisce all’inquilino della Casa Bianca il potere di dispiegare forze militari all’interno del territorio degli Stati Uniti.

La polizia di St.Louis ha inoltre denunciato, sempre durante i tumulti e le devastazioni per l’uccisione di Floyd George, il ferimento a mezzo arma da fuoco di quattro suoi agenti che “Sono stati tutti trasportati in ospedale, sono coscienti, riteniamo che non siano in pericolo di vita”, ha fatto sapere il dipartimento metropolitano su Twitter, spiegando che la situazione nel centro della città del Missouri rimane, per il momento, ancora tesa.

Cristina Gauri

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