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Roma, 1 giu – Open Russia, appartenente alla galassia di Open Society Foundation legata a George Soros, per il Cremlino è “un’organizzazione indesiderabile”. Così Vladimir Putin ha fatto arrestare Andrei Pivoravov, direttore della Ong sostenuta dallo speculatore finanziario. Pivoravov è stato fermato ieri all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, mentre si trovava su un aereo pronto al decollo. Ad annunciare l’arresto di Pivoravov è stato il suo legale, Elena Borodina, dicendo che il direttore di Open Russia è stato fatto scendere dall’aereo della compagnia Lot in partenza per la capitale polacca Varsavia.

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Open Russia “indesiderabile”

Pochi giorni fa la stessa Ong guidata da Pivoravov e fondata dall’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, aveva annunciato il suo scioglimento e optato per “l’annullamento dell’appartenenza di tutti i membri a Open Russia per evitare possibili persecuzioni”.
Come mai? Perché in Russia è entrata in vigore una legge che impedisce a chiunque abbia lavorato o sostenuto organizzazioni considerate estremiste dal governo, di candidarsi alle elezioni. Open Russia evidentemente era ritenuta una di queste. La nuova legge russa prevede inoltre un inasprimento di pene per chi collabora con tali Ong “indesiderabili”. Per quanto il Cremlino specifichi che la chiusura dell’organizzazione legata a Soros non è il risultato di “un’epurazione politica”.

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La guerra di Putin a Soros e alle sue Ong

La guerra tra Soros e Putin va comunque avanti da diversi anni. L’arresto di Pivoravov non è dunque un fulmine a ciel sereno, se consideriamo che già nel 2015 la Procura generale di Mosca aveva dichiarato “indesiderabili” ben tre organizzazioni legate a Open Russia e al magnate che nel 1992 mise in ginocchio l’Italia con una manovra speculativa terrificante, costata alla lira una svalutazione del 30%: Otkrytaya Rossia, Open Russia Civic Movement e l’Institute of Modern Russia. Tutte organizzazioni che ricevevano regolarmente finanziamenti dall’estero e che stando alle accuse avevano un preciso obiettivo: “Istigare le proteste e destabilizzare la situazione politica interna in Russia, minacciando le basi costituzionali e la sua sicurezza”.

Tre anni dopo, al forum di Davos, il miliardario ungherese ebbe la bella idea di insultare Putin. “Dirige uno Stato mafioso”, disse Soros. Parole che con tutta evidenza non sono affatto piaciute al presidente russo. E il messaggio adesso è chiaro: in Russia non c’è spazio per chi trama contro lo Stato.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. Finalmente uno che risponde “OCCHIO PER OCCHIO DENTE PER DENTE”(e non palpebra per occhio…come spesso capita…) al POTERE “e compagnia cantando” DEL PENSIERO UNICO POLITICAMENTE CORRETTO..

  2. Ok ma i media rotsschild sono ben saldi alla roccia disegnata da SovieT-UE , vabbeh in Itaglia BundesRepublik manco ce la sognamo un’operazione simile, al piu’ sulla SETTA7 con l’ausilio di effetti speciali del cazzaro SAvviANO disegnamo parabole barconare!!!!!!

  3. […] Questo lodevole progetto è gestito e organizzato dal filantropo George Soros e le sue ONG che finanziano l’intera classe politica italiana senza esclusione alcuna.Purtroppo in Russia, il noto vegano Vladimir Putin, da sempre in disaccordo con questo a suo dire, barbaro sistema di pesca, ha bandito le Fondazioni di Soros arrestando l’altro giorno il Direttore di Open in Russia 🙁https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/putin-caccia-soros-bandisce-sue-ong-arrestato-direttore-ope… ) […]

  4. […] Questo lodevole progetto è gestito e organizzato dal filantropo George Soros e le sue ONG che finanziano l’intera classe politica italiana senza esclusione alcuna.Purtroppo in Russia, il noto vegano Vladimir Putin, da sempre in disaccordo con questo a suo dire, barbaro sistema di pesca, ha bandito le Fondazioni di Soros arrestando l’altro giorno il Direttore di Open in Russia 🙁https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/putin-caccia-soros-bandisce-sue-ong-arrestato-direttore-ope… ) […]

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