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Roma, 1 giu – L’estate azzurra non è partita con il piede giusto. In attesa della Nazionale maggiore l’Under-21 esce anzitempo, fermandosi ai quarti di finale degli Europei di categoria. L’ultima volta che siamo arrivati in fondo (Israele 2013) fu la Spagna dei vari Morata, Isco e Thiago Alcantara a fermare invece la cavalcata dei nostri azzurrini che, tra gli altri, schieravano Florenzi, Verratti e Immobile. Selezione iberica che solamente 2 anni fa, con il successo nell’edizione italiana del 2019 ha raggiunto il quinto titolo, eguagliando il record fino ad allora detenuto dalla nostra massima selezione giovanile.



Il cammino dell’Italia Under 21

Il torneo continentale organizzato quest’anno da Ungheria e Slovenia si svolge – per via degli ormai ovvi motivi di compressione dei calendari – in due fasi. La prima, a gironi, è stata disputata sul finire dello scorso mese di marzo, la seconda, a eliminazione diretta, si sta invece disputando nella settimana corrente. Sedici compagini suddivise in 4 gironi che hanno visto, nel raggruppamento B, la rojita qualificarsi come prima davanti alla selezione allenata da Paolo Nicolato. I nostri si sono presi la seconda posizione – ultima piazza per garantirsi il passaggio del turno – frutto di due pareggi e una vittoria. A Celie, nella partita inaugurale dell’Italia, facciamo tutto noi: alla mezz’ora Scamacca firma il vantaggio vanificato dall’autorete di Maggiore. Lo stesso spezzino però si fa perdonare 6 giorni dopo, quando a Maribor apre le marcature, spianando la strada contro i padroni di casa della Slovenia. A suggellare il successo ci pensano Raspadori e due volte capitan Cutrone. Nel mezzo, il pareggio a reti bianche contro la capolista.

Il quarto di finale ci vede opposti al Portogallo. Gara pirotecnica con i lusitani che ci colpiscono a freddo e al 31′ partita già virtualmente chiusa (2-0). Ma prima dell’intervallo è Pobega ad accorciare sottoporta e riaprire la contesa. Avversari che si riportano avanti di 2 lunghezze, un doppio vantaggio che però dura solamente un giro di lancette. Raspadori, Frattesi e Scamacca confezionano infatti l’azione del 2-3, finalizzata proprio dal genoano. Rimonta che si concretizza grazie alla girandola dei cambi: in campo da appena 7′ Sottil sfonda di prepotenza a sinistra trovando la giocata giusta per il 3-3 dell’accorrente Cutrone. Ai supplementari quando l’inerzia sembra dalla nostra parte, l’espulsione di Lovato e l’ennesima dormita difensiva portano ancora avanti i rossoverdi. Il figlio d’arte Conceição fissa infine il 5-3 finale.

Pokerissimo azzurro

Se 8 sono gli anni passati dall’ultima finale quindi, a 17 ammontano quelli dall’oro più recente. Medaglia aurea quella conquistata in Germania che va a chiudere un periodo particolarmente fertile di successi per le italiche selezioni Under-21. Il lasso di tempo tra il 1992 e il 2004 ci ha visto infatti salire sul gradino più alto del podio per 5 volte su 7 edizioni. I primi tre successi, consecutivi, sono tutti targati dal selezionatore Cesare Maldini, il quale in 10 anni lancia verso “i grandi” giocatori del calibro di Cannavaro, Inzaghi, Vieri (presenti a Francia 1994), Buffon, Nesta e Totti (protagonisti a Spagna 1996). In Slovacchia, nel 2000, il quarto trionfo vede Tardelli sedere sulla panchina e in mediana Gattuso e Pirlo (che detiene il record di presenze – 37 al pari di Bardi – e di reti, 15 come Gilardino). L’ultima vittoria – quella del 2004 appunto – avviene sotto la gestione Gentile: la rosa, seppur formata da tanti gregari dell’arte pedatoria, fornirà a Marcello Lippi ben 5 ragazzi – Amelia, Barzagli, Zaccardo, De Rossi e Gilardino – che due anni dopo a Berlino alzeranno la Coppa del Mondo.

Cresci bene giovinezza

Negli anni quindi l’Under-21 si è sempre dimostrata un prezioso serbatoio per la Nazionale maggiore. Le (poco italiane) leggerezze difensive pagate a caro prezzo contro un buon Portogallo non cancellano comunque il coraggio e la generosità messa sul rettangolo verde dagli azzurrini. E tra di loro qualcuno potrebbe rivelarsi già pronto per il grande salto. Una volta concluso l’Europeo, Scamacca e Raspadori – al momento seguiti dagli uomini mercato delle milanesi, con il primo che potrebbe vestire presto di rossonero – con ogni probabilità faranno parte delle future scelte offensive del Mancio. E attenzione anche al fresco campione cadetto Samuele Ricci. Sul giovane centrocampista empolese, dotato di tecnica raffinata e ottimo senso della posizione, c’è già mezza serie A. Saranno famosi? Molto dipenderà dalla volontà delle principali squadre nostrane: in un periodo di ristrettezza economica e vincoli di bilancio puntare forte sui migliori prodotti dei nostri vivai potrebbe essere davvero la scelta vincente. Per tutti.

Marco Battistini

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