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Putin chiede all’esercito ucraino di prendere il potere: “Più facile parlare con loro che con Kiev”

by Stelio Fergola
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Putin tratta con esercito ucraino

Roma, 25 feb – Vladimir Putin ha chiesto all’esercito ucraino di prendere il controllo della situazione, e sostanzialmente il potere al posto del governo di Kiev. Lo rende noto l’agenzia Nova. Che nell’aria ci fosse qualcosa era d’altronde desumibile dalle parole del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov di oggi.

Putin: “Più facile parlare con esercito ucraino che con il governo di Kiev”

Putin usa parole dure ma anche schiette: “Sarebbe molto più facile parlare con l’esercito ucraino che non con la “banda di nazisti” al potere a Kiev”. Il presidente russo si è rivolto quindi direttamente ai soldati ucraini, invitandoli sostanzialmente a detronizzare il governo di Volodymyr Zelensky. Il leader del Cremlino ha specificato così: “Vorrei rivolgermi agli uomini dell’esercito ucraino: non lasciate che questi nazionalisti usino voi, le vostre donne, i vostri bambini, i vostri anziani, e li usino come scudi umani. Sarà molto più facile parlare con voi, negoziare con voi che con questa banda di nazisti che ha preso in ostaggio Kiev”.

L’elogio alle armate russe. E le borse salgono

Putin ha anche aggiunto apprezzamenti per i suoi soldati: “Vorrei anche elogiare l’efficienza delle forze armate russe, hanno agito in modo onorevole, eroicamente. Sono efficaci ed efficienti nel proteggere il popolo russo e la sua patria”. Nel frattempo, le borse internazionali salgono alla sola notizia di una possibile trattativa e si augurano che la strade dei negoziati riprenda, come riporta l’Ansa. Francoforte guadagna il 2,6%, Parigi il 2,5% Londra il 2,9.

Stelio Fergola

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1 commento

fabio crociato 26 Febbraio 2022 - 7:24

Erro oppure è lo stesso sistema utilizzato in Cecenia ed in Georgia ? In proposito è bene ricordare che l’ occidente yes-countries ha sempre e solamente abbaiato in funzione dei propri interessi distributivo-saccheggiatori in essere, sul campo.
Prova ne è l’ assoluto silenzio che c’è stato per la Cecenia, per la quale sono morti, anche coraggiosamente, parecchi idealisti. Con la Georgia invece c’é stato solo un flebile lamento da oltre oceano, mentre in Ucraiana nella quale esistono oramai tanti satrapi importatori di sistemi finanziari, controllo digitale, farmaci chimici, grande distribuzione (ve la raccomando… sino-polacca), investimenti terriero-immobiliari, ovvero speculazioni di ogni genere, alla faccia del popolo considerato nella sua storia, nel suo sopravvivere… poco dignitoso (sic!), abbaiano quasi tutti “democrazia”. Cioè il colmo!

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