putinRoma, 14 ott – “Hanno il cervello in pappa”: Vladimir Putin esce dai canoni del paludato linguaggio diplomatico per lanciare una bordata agli Stati Uniti, rei di non collaborare nella lotta al terrorismo in Siria. Rispedite al mittente, quindi, le accuse mosse contro Mosca per un intervento che molti, in Occidente, hanno considerato unilaterale.

“Questo non è un gioco. Ci siamo rivolti a loro (agli Usa, ndr) e abbiamo chiesto ‘fateci sapere i bersagli che voi considerate al 100% terroristici’. ‘No, non siamo pronti a questo’, è stata la risposta. Allora abbiamo pensato e abbiamo fatto un’altra domanda: diteci dove non dobbiamo colpire. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, ha spiegato il presidente russo a un forum economico.

“Ma come è possibile – ha proseguito – lavorare insieme? Cosa dobbiamo fare? Mi pare che alcuni dei nostri partner abbiano la pappa in testa“.

La Russia avrebbe inoltre proposto agli Usa “un incontro ad alto livello politico e militare a Mosca” sulla questione siriana. Putin ha aggiunto che la Russia è pronta a “mandare una grande delegazione a Washington” con a capo il premier Dmitri Medvedev ma che “finora” non ha ricevuto risposta.

Intanto le forze aeree russe hanno compiuto nelle ultime 24 ore in Siria 88 uscite contro 86 obiettivi dell’Isis: lo riferisce Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa, secondo cui gli attacchi hanno riguardato le province di Raqqa, Hama, Latakia, Idlib e Aleppo.

Giorgio Nigra

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