Roma, 15 feb – Vladimir Putin ha incontrato Olaf Scholz a Mosca. Un colloquio durato circa tre ore in cui il presidente russo ha provato a rassicurare il cancelliere tedesco, chiarendo che la Russia non vuole la guerra ma non può nemmeno accettare che l’Ucraina entri nella Nato.

Putin: “Non vogliamo la guerra, nemmeno la Nato alle porte”

Se vogliamo la guerra? Certo che no. Per questo abbiamo avanzato proposte per un processo negoziale, il cui risultato dovrebbe essere un accordo per garantire la parità di sicurezza per tutti, compreso il nostro Paese”, ha detto Putin. “E’ già 30 anni che ci dicono che la Nato non si espanderà, e oggi vediamo l’infrastruttura Nato alle nostre porte“, ha proseguito il leader russo. “Sentiamo che oggi l’Ucraina non è pronta ad entrare nella Nato e allora sorge la domanda: quando lo farà? Quando l’avranno resa pronta ad entrare? Questo momento per noi potrebbe essere troppo tardi. Perciò vogliamo risolvere questa questione ora. Adesso. Nel formato delle consultazioni diplomatiche”, ha precisato Putin.

Scholz: “L’ingresso dell’Ucraina nella Nato non è in cantiere”

“L’allargamento a Est della Nato non è un argomento che probabilmente affronteremo finché saremo in carica”, ha replicato Scholz. “Non ho idea di quanto il presidente (russo, ndr) intenda restare in carica“, ha poi detto il cancelliere tedesco, “ho la sensazione che intenda restarlo ancora a lungo ma non per sempre…”.

La Duma riconosce le repubbliche del Donbass

Intanto stamani la Duma di Stato, ovvero la camera bassa del parlamento russo, ha approvato la risoluzione a favore dell’invio al presidente Vladimir Putin del riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass. Questo significa che il Cremlino ha dato il via libera all’annessione della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk. Un processo però che non è affatto detto sia immediato.

Sempre oggi è arrivato l’annuncio del “ritiro” di alcune truppe russe. “Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi”, ha fatto sapere il generale maggiore Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Tass. “Mentre le misure di addestramento al combattimento si avvicinano alla conclusione, le truppe, come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti”, ha precisato il Cremlino.

Eugenio Palazzini

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