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Roma, 26 feb – Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso in Congo, avrebbe chiesto il rafforzamento della sua scorta. Ma la Farnesina non lo concesse. E’ un’indiscrezione emersa su La Stampa nelle scorse ore che getta ulteriori ombre su una vicenda drammatica. Va detto che la questione della scorta insufficiente è stata evocata da molti subito dopo la notizia dell’agguato, ma resta controversa. Sta di fatto che in base a quanto riportato dal quotidiano torinese, Attanasio era preoccupato per la propria incolumità e a tal proposito avrebbe inviato un’apposita lettera alla Farnesina.

L’indiscrezione de La Stampa sulla scorta chiesta da Attanasio

In quel momento pare che l’ambasciata italiana a Kinshasa disponesse soltanto di due carabinieri. “Quando Luca Attanasio nel settembre del 2017 prese servizio a Kinshasa come ambasciatore italiano, si trovò con una scorta dimezzata rispetto al predecessore. Due uomini, anziché quattro. Due sono ‘una tutela’. Nulla in un Paese come il Congo. Se la questione fosse di mera pecunia – risparmiare spese di trasferte e diarie – sarebbe grave. Se fosse un errore di valutazione sarebbe devastante”, scrive La Stampa. Come mai, se le cose stanno davvero così, la richiesta di Attanasio non è stata presa in considerazione? Questa non è la sola domanda che attende risposte.

La moglie di Attanasio: “Qualcuno lo ha tradito”

Perché dopo i funerali di ieri, svoltisi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, la moglie dell’ambasciatore italiano – Zakia Seddiki – ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero piuttosto significativa. “Qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Mentre io ho perso l’amore della mia vita”, dice la moglie di Attanasio. Dunque qualcuno di molto vicino all’ambasciatore italiano lo avrebbe tradito. Chi? E perché?

La moglie spiega poi che il diplomatico italiano “aveva fatto richiesta per una nuova macchina perché quella che era a disposizione in ambasciata, aveva avuto alcuni problemi meccanici. Quindi non c’è nessuna relazione con ciò che è accaduto quella terribile mattina”. Sempre al Messaggero, la moglie di Attanasio rivela di aver sentito il marito poco prima dell’imboscata. “Ci siamo scritti via WhatsApp. Lui lo faceva sempre, mi ha mandato due foto nel giro di pochissimi minuti. Venti minuti dopo mi ha ripetuto la stessa frase che mi diceva quando non eravamo insieme: ‘Ti amo amore mio e mi mancate’. Era tranquillo, sorridente”.

Eugenio Palazzini

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