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Gaza, 13 nov – È tornata a farsi incandescente la situazione Gaza. Da una parte, quella di Hamas, il lancio di missili dalla Striscia, e dall’altra, quella israeliana, raid punitivi. Il copione più o meno è sempre lo stesso. Il bilancio è di tre morti e 11 feriti, al momento. Ma le sirene in Israele continuano a suonare, la gente corre nei rifugi e a Gaza piovono bombe.
Eppure nelle scorse settimane si era parlato di un accordo di cessate il fuoco di lunga durata tra Hamas e Israele, raggiunto attraverso negoziati indiretti, soprattutto grazie ad una frenetica attività di mediazione sviluppata dall’intelligence egiziana. Invece un’operazione israeliana sotto copertura finita male sta innescando lo spettro di una nuova guerra. Era dal 2014 che la situazione non si faceva così pesante.
Le parti in causa soni sempre più rigide sulle loro posizioni. Il portavoce dell’ala militare di Hamas ha minacciato di colpire le città israeliane di Beersheba e Ashdod con il lancio dei razzi “se Israele persiste nella sua aggressione” sulla Striscia. Una minaccia a cui la jihad islamica ha fatto eco, sostenendo che le fazioni palestinesi hanno la capacità di continuare la loro offensiva. Dal canto suo il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato questa mattina una riunione del Consiglio di Difesa per esaminare la situazione in corso a Gaza. Tuttavia Israele non ha intenzione di retrocedere e ha avvertito che i raid non cesseranno finché Hamas non smetterà di compiere “attacchi intenzionali contro civili israeliani”. Il riferimento ai civili è stato fatto perché ieri un autobus nei pressi di Sdrot è stato colpito da un razzo anticarro, ferendo un diciannovenne. Nei raid di Israele a Gaza, sono stati uccisi sette militanti di Hamas, tra cui un capo militare. L’aviazione israeliana con 8 missili ha distrutto il palazzo dove ha sede la tv di Hamas. Il palazzo della tv Al Aqsa era stato evacuato in seguito ad una telefonata anonima che aveva annunciato l’imminente attacco. Oggi i bombardamenti israeliani hanno causato 3 morti e almeno 8 feriti. Ma la giornata è ancora lunga.
L’ennesima guerra, quindi, sembra essere alle porte, anche se il governo di Netanyahu dice di voler evitare un altro conflitto. La scintilla, però, sembra essere stata innescata domenica scorsa, quando un commando israeliano, in abiti civili e a bordo di un’auto, è entrato a Gaza dal valico di Khan Younis. Un’operazione sotto copertura che ha ucciso un comandante di Hamas addetto alla costruzione dei tunnel sotterranei. Ma le cose non sono andate secondo i piani israeliani e i combattenti dell’ala militare di Hamas, le brigate Ezzedine al-Qassam, hanno scoperto l’auto e l’hanno inseguita. Di qui lo scontro a fuoco dove Israele si è trovato in difficoltà e ha avuto bisogno dei rinforzi dal cielo per liberare i propri soldati.
Anna Pedri
 



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