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Lo scienziato Richard Dawkins alla gogna Lgbt: “E’ transfobico”, e gli ritirano il premio

by Cristina Gauri
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richard dawkins

Roma, 21 apr — I trans, quella categoria talmente discriminata e minoritaria che se uno scienziato di fama internazionale osa criticarli gli vengono tolti premi ed onorificenze: è successo al biologo britannico Richard Dawkins, il quale si è visto ritirare il premio come «umanista dell’anno» dall’American humanist association (Aha) per alcune frasi non allineate sull’argomento Lgbt. Lo riferisce il Guardian.

Motivazione ufficiale: Dawkins avrebbe «umiliato gruppi emarginati» con il «pretesto della divulgazione scientifica». Un atteggiamento, questo, che rivelerebbe «un approccio antitetico ai valori umanisti». Proprio così: in questa nuova era militarizzata dal culto arcobaleno, utilizzare argomenti scientifici per sostenere una tesi che solleva dei dubbi nei confronti dei trans diventa un «pretesto» per discriminare.

L’Aha ritira l’onorificenza a Richard Dawkins

L’Aha aveva insignito Richard Dawkins dell’onorificenza nel 1996, per i suoi «contributi significativi» nel divulgare concetti scientifici al grande pubblico. Ebbene, questo lunedì l’Associazione ha annunciato il ritiro del premio, imputando la decisione a un tweet del biologo in cui paragonava le persone trans a Rachel Dolezal, l’attivista per i diritti civili bianca che per anni si è spacciata come donna di colore. Il sunto del ragionamento di Dawkins è questo: se riteniamo accettabile che un uomo si identifichi come donna o viceversa, perché la società condanna il fatto che una bianca si sia identificata come afroamericana?

Il tweet incriminato

«Nel 2015, Rachel Dolezal, presidente del White Chapter della Naacp, è stata stigmatizzata per essersi identificata come nera», ha quindi Twittato Dawkins. «Alcuni uomini scelgono di identificarsi come donne e alcune donne scelgono di identificarsi come uomini. Ma verrai denigrato se neghi che queste persone sono esattamente ciò in cui si identificano. Discutiamone». Il tweet venne travolto da una tempesta di critiche a cui lo scienziato ha risposto così: «Non intendo screditare le persone trans. La mia domanda accademica “Discutiamone” è stata interpretata male e me ne dispiaccio. Inoltre, non era mia intenzione allearmi in alcun modo con i bigotti conservatori negli Stati Uniti». Tra i suoi critici più inferociti figurava Alison Gill, vicepresidente legale e politica di American atheists e donna trans.

Le motivazioni contro Richard Dawkins

L’Associazione non poteva certo rimanere sorda di fronte alla mole di piagnistei della comunità Lgbt & sodali. Da qui la decisione di revocare l’onorificenza al biologo. Il tweet di Richard Dawkins, ha affermato il consiglio dell’Aha «implica che le identità degli individui transgender sono fraudolente. Mentre, al tempo stesso, attacca l’identità nera definendola come qualcosa che può essere assunta a convenienza». Al contempo, i «successivi tentativi di chiarimento sono inadeguati e non trasmettono nessuna sensibilità. Né sincerità. Di conseguenza, il Consiglio dell’AHA ha concluso che Richard Dawkins non merita più di essere onorato dall’Aha e ha votato per ritirare, con effetto immediato, il premio Umanista dell’anno 1996».

Cristina Gauri

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1 commento

SporcoRozzo&Primitivo 21 Aprile 2021 - 2:15

A quando il ritiro di riconoscimenti a persone già decedute con tanto di riassegnazione ad altri soggetti altrettanto defunti?
Tutti i premi dati prima del XXI secolo erano stati dati a bianchi eterosessuali.

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