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Roma, 5 lug – Tutti chiedono asilo in Italia. In controtendenza con il resto d’Europa, dove in generale le richieste di asilo sono calate, passando dagli 1,4 milioni del 2015 agli 1,3 milioni dello scorso anno, in Italia le domande sono aumentate del 47%. In totale, 123mila richieste in un solo anno. In tutta l’Unione Europea un terzo di chi fa domanda di protezione internazionale ha meno di 18 anni, cioè circa 400mila tra bambini e ragazzi. Di questi 65.570 sono non accompagnati. Il 2017 non va meglio, dal momento che nel primo semestre dell’anno risulta che siano almeno 100mila le persone che hanno fatto domanda di asilo in Italia. E mancano ancora sei mesi alla fine dell’anno.



A fornire i dati è l’Easo, l’Agenzia per l’asilo dell’Unione Europea. Insieme all’Italia i Paesi interessati dal maggior numero di richieste sono Germania, Francia, Grecia e Austria. Siriani, afghani, iracheni, pachistani e nigeriani i richiedenti, che intraprendono la cosiddetta via del mare per raggiungere l’Europa, l’Italia in particolare, che rappresenta il principale punto per l’ingresso nel Vecchio Continente. Il Mediterraneo centrale, infatti, si conferma essere la via prediletta per la fuga dai loro Paesi, soprattutto in seguito alla chiusura della rotta balcanica. L’Africa subsahariana e il Corno d’Africa sono le zone da cui arriva il maggior numero di disperati.

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I numeri dell’Easo, che parlano di calo generale a livello europeo delle richieste d’asilo, però non devono trarre in inganno. Perché le domande del 2016 vanno a sommarsi a quelle a cui i vari Paesi non hanno ancora dato risposta, dal momento che sono ancora molti i casi pendenti di richiesta di protezione internazionale.

Sui dati ne spicca uno in particolare, che è quello del raddoppio dei nigeriani in Italia. Nel 2016 ne sono arrivati 48.885. Fuggono dalle violenza di Boko Haram, dall’ingovernabilità del Paese che genera sfiducia nella istituzioni e dall’impoverimento legato alla devastazione dei territori dovuto a uno sfruttamento indiscriminato delle risorse, tra cui petrolio, gas e minerali preziosi. Accanto a questi elementi, però, c’è anche il fenomeno del cultismo, la mafia nigeriana che ha ormai colonizzato l’Italia e organizza il traffico di esseri umani, soprattutto di donne il cui unico destino sarà la strada. I cultisti sono specializzati in racket, droga e sfruttamento della prostituzione. A contribuire al successo e all’affermazione di questo tipo di mafia la superstizione legata ai riti voodoo, che impedisce ai nigeriani vittima di trafficanti senza scrupoli di denunciare i loro aguzzini.

Anna Pedri

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