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Roma, 5 lug – Esattamente 16 anni fa, il 5 luglio del 2001, si suicidava Hannelore Renner Kohl, l’ex first lady di Helmut Kohl, il riunificatore della Germania, deceduto anch’egli solo poche settimane fa, il 16 giugno. Una morte, quella dell’ex cancelliere, che ha fatto discutere nuovamente del ruolo della Germania in Europa e della travagliata storia di questa nazione nel ‘900. Una storia che la moglie di Kohl aveva attraversato anche nei suoi aspetti più tragici, tanto da restarne fisicamente provata. La donna era stata trovata morta nel suo appartamento di Ludwigshafen a causa di un voluto sovradosaggio di pillole per dormire. “Lo ha fatto perché non aveva più speranze di guarire dalla sua malattia”, recitava il comunicato in seguito diramato dalla famiglia. Hannelore Kohl, che all’epoca aveva 68 anni, soffriva di una particolare allergia agli occhi, che le impediva di esporsi alla luce.

La donna aveva scritto alcune lettere d’addio al marito e ai figli, nelle quali dichiarava la volontà di farla finita. La malattia, contratta in seguito a un trattamento alla penicillina, era diventata per lei insopportabile. Usciva poco di casa e aveva persino dovuto rinunciare ad assistere al matrimonio del figlio Peter. La malattia non era stata, peraltro, la sola tragedia della sua vita. Hannelore era figlia di Wilhelm Renner, ingegnere e uomo d’affari, a capo di una delle aziende di armamenti più importanti della Germania, la Hasag di Lipsia. Convinto nazionalsocialista, era entrato nella NSDAP già nel 1933. Il Panzerfaust, il potente lanciagranate anticarro reso celebre dalla disperata battaglia di Berlino, era uscito dalla sua fabbrica. Nel maggio 1945, mentre insieme alla madre tentava di raggiungere la parte occidentale della Germania dalla cittadina orientale di Doebeln, la dodicenne Hannelore venne presa e stuprata dai soldati russi, per poi essere “gettata fuori da una finestra come un sacco di patate”, come aveva raccontato. Oltre al trauma psicologico, la violenza l’aveva lasciata con una vertebra fratturata e un persistente dolore alla schiena che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. Molti decenni dopo quell’esperienza bastava l’odore del sudore umano, dell’alcol, dell’aglio e della lingua russa a farle tornare in mente quell’orribile episodio.

All’età di 15 anni aveva conosciuto il suo futuro marito Helmut, diciottenne. Dopo aver studiato come interprete di inglese e francese, aveva lavorato come segretaria. In seguito, la sua competenza linguistica era risultata utile all’azione diplomatica del marito, che invece non aveva mai appreso lingue straniere. In seguito ai successi del marito (con 16 anni di permanenza in carica, Kohl è stato il più longevo cancelliere della storia dopo Otto von Bismarck), Hannelore resterà una presenza discreta al suo fianco, accompagnandolo tanto nei trionfi, come la riunificazione della Germania, quanto nelle cadute, come lo scandalo dei fondi neri a fine anni ’90. Fu allora che la sua pupilla Angela Merkel gli chiese pubblicamente di abbandonare il suo incarico per pulire l’immagine del partito. Hannelore si darà la morte poco dopo, al termine di quello che Ernst Von Salomon avrebbe definito “un destino tedesco”.

Adriano Scianca

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