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Russia e Israele contro la Polonia: “Non abbattete i monumenti sovietici”

by La Redazione
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Roma, 20 lug – Appello congiunto di Russia e Israele che hanno esortato i parlamenti dei Paesi europei ad opporsi alla decisione delle autorità polacche di demolire i monumenti sovietici. E’ quanto riporta il sito Sputnik che menziona parte della dichiarazione del capo del comitato della Duma di stato per gli affari esteri Leonid Sluzkij: “Secondo il regolamento del parlamento israeliano (Knesset), questa è una procedura speciale, la quale si adotta molto raramente… La questione verrà esaminata dal parlamento alle 15:00 (ora locale)”. Secondo il parlamento russo è necessario rivolgere un appello a tutti i parlamenti degli Stati europei “in relazione all’insulto alla memoria dei soldati caduti durante la liberazione dell’Europa dal nazismo e dall’olocausto”.

Lo speaker del parlamento di Mosca Vyachelsav Volodin, ha specificato che sulla questione è stato raggiunto un accordo con i colleghi israeliani durante la visita in Russia del rappresentante del Kessnet: “Abbiamo discusso la questione dell’appello congiunto per il salvataggio e la conservazione dei monumenti storici”. Volodin si è detto preoccupato non solo per il caso polacco, ma più in generale per la tendenza che si sta sviluppando in molti Paesi europei volta ad abbattere i monumenti sovietici. “Questi sono monumenti sono dedicati ai nostri e ai vostri nonni i quali hanno dato la propria vita per liberare l’Europa”, ha detto Volodin. Si tratta quindi di contromisure contro la decisione presa dalla Polonia, come specificato dalla speaker del Consiglio della Federazione russa Valentina Matvienko. Non è la prima volta che la Russia si oppone ad una simile decisione, lo è invece la dichiarazione congiunta con Israele.

L’appello dei due parlamenti è arrivato in seguito alla decisione del governo di Varsavia che ha incaricato l’Istituto per la memoria nazionale (Ipn) di smantellare 230 monumenti dedicati all’Armata rossa e di trasportarli in un bunker atomico utilizzato ai tempi della guerra fredda dal contingente militare sovietico in Polonia come deposito di bombe atomiche e missili con testate nucleari.

Alessandro Della Guglia

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