russaMosca, 11 nov – Mentre i media occidentali non fanno che annunciare periodicamente la fine della popolarità di Vladimir Putin, in Russia sembra invece che sia proprio l’opposizione ad arrancare. A fine ottobre una manifestazione per i “detenuti politici” ha visto scendere in piazza non più di 7.000 persone. Molte meno rispetto al 2012.

 

La protesta – riferisce “Russia Oggi” – si è svolta senza incidenti. Anche i cori e gli slogan sono durati molto poco: dopo dieci minuti dall’inizio della marcia, il corteo ha proseguito praticamente in silenzio.

 

L’opposizione russa, quindi, sembra sempre più stanca e divisa. Frange di sinistra, ma anche i nazionalisti, cominciano a disertare gli appuntamenti pubblici.

 

La sociologa Olga Kryshtanovskaya ha inoltre ipotizzato non solo una rottura, ma un vero e proprio cambiamento di struttura nel movimento di protesta. “Nell’ultimo periodo questo movimento è sembrato più contenuto e più vecchio. Prima l’età media dei partecipanti era di 35 anni. Ora è passata a 40 – ha spiegato -. La novità di questo sentimento politico è sparita. Il numero di simili manifestazioni, poi, è aumentato, e la quantità di persone è diminuita. Chi è rimasto, appartiene a una parte radicale del movimento: una frangia piuttosto pericolosa. Si tratta di gruppi di ragazzi che hanno comportamenti aggressivi, talvolta atteggiamenti estremisti. La parte tranquilla dei manifestanti ormai se ne è andata”.

 

Nel frattempo la popolarità di Putin resta stabile. Un sondaggio dell’autorevole Centro sociologico Levada, condotto a fine ottobre in 45 regioni russe su un campione di 1.603 intervistati e pubblicato sul sito web dell’ associazione, ha infatti indagato l’indice di gradimento del presidente russo fra i suoi concittadini. I risultati sono sorprendenti anche se presentati in modo un po’ strano dalla stampa italiana.

 

Secondo il sondaggio, il 46%, approva la politica di sviluppo nazionale assunta da Vladimir Putin dopo il suo ritorno alla presidenza nel maggio 2012, e un quarto di loro pensa che il suo obiettivo sia rimanere al potere il più a lungo possibile e controllare la situazione nel paese. Un dato che viene così presentato dall’agenzia di stampa Ansa: “Russia: sondaggio, meno metà russi approva gestione Putin”. In realtà la percentuale resta enorme e ineguagliata da qualsiasi altro presidente occidentale in carica da così tanto tempo, soprattutto in un momento in cui la crisi economica sta mettendo a dura prova la credibilità dei politici.

 

Il sondaggio rivela anche che il 36% dei russi non crede che il leader del Cremlino abbia “una chiara idea del corso di sviluppo del paese”, il 2 % non sa rispondere, per il 16% Putin “non ha nessuna strategia di sviluppo”. Tra gli obiettivi strategici della sua amministrazione, il 21% cita il desiderio di “mantenere l’ordine pubblico e la stabilità politica”, e il 16% ritiene voglia “migliorare gradualmente le condizioni di vita” dei russi.

 

Zoccolo duro del sostegno di Putin sono le donne (50% contro il 41% degli uomini), giovani tra i 18 e i 24 anni (55%), cittadini con istruzione secondaria (52%) e abitanti di città di media grandezza con oltre 500mila abitanti (52%).

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