Roma, 14 mag – La prima ritorsione per l’ingresso della Finlandia nella Nato? Lo stop all’esportazione di energia elettrica a partire da oggi. A renderlo noto è stata Fingrid, la società di rete finlandese, specificando che “non vi è alcuna minaccia per l’adeguatezza dell’energia elettrica in Finlandia”. Difatti l’elettricità proveniente dalla Russia rappresenta più o meno il 10% del consumo totale della nazione scandinava. Dunque secondo Fingrid “le importazioni mancanti possono essere rimpiazzate sul mercato importando più elettricità dalla Svezia e in parte anche attraverso una maggiore produzione domestica”.

“Mancati pagamenti”

Inutile specificare però che si tratta di un chiaro segnale di Mosca dopo la decisione di Helsinki di aderire all’Alleanza atlantica. Tuttavia la compagnia russa che eroga il servizio e consegna elettricità alla Finlandia, sostiene di aver sospeso le forniture a causa di mancati pagamenti. Il fornitore Rao Nordic Oy, di proprietà al 100% della società russa InterRao e con sede a Helsinki, ritiene infatti di non aver ricevuto pagamenti per l’elettricità fornita alla Finlandia dal 6 maggio. “Siamo quindi obbligati a sospendere l’importazione di energia elettrica dal 14 maggio”, scrive il gruppo in una nota. Appena una settimana di “bollette non mancate” e vai con il taglio netto? Ben poco credibile.

Finlandia nella Nato? Russia: “Ci sarà reazione politica”

Intanto il Cremlino fa sapere di non avere “intenzioni ostili” nei confronti di Finlandia e Svezia, le due nazioni scandinave in procinto di entrare nella Nato. La Russia “non rimarrà senza una reazione politica”, ma “è presto per parlare di dispiegamento delle forze nucleari russe nella regione baltica in caso Finlandia e Svezia dovessero entrare nella Nato”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko. Tuttavia, ha poi precisato l’esponente del Cremlino, “se la Nato schiererà forze nucleari ai confini, Mosca prenderà contromisure adeguate”. Grushko ha inoltre spiegato che la risposta russa non verrà presa “in base all’emotività, ma dipenderà da quali infrastrutture della Nato saranno dispiegate ai suoi confini”. Dichiarazioni che di certo non rassicurano Finlandia e Svezia, per quanto l’uscita del viceministro russo sia senz’altro meno incendiaria rispetto a quanto scritto su Telegram da Dmitry Medvedev due giorni fa, il quale aveva evocato più esplicitamente il rischio di un conflitto nucleare.

Alessandro Della Guglia

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