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Roma, 3 ago – Saif Gheddafi, redivivo figlio dell’ex rais libico, è stato recentemente liberato da un carcere di Zintan, città della Tripolitania vicina al confine con la Tunisia, dove era rimasto rinchiuso per diversi mesi. Colui che fino al 2011 era considerato il probabile successore di Muammar Gheddafi, una volta tornato in libertà non ha perso tempo per dire la sua sui rapporti tra Italia e Libia. “L’Italia ha nostalgia del colonialismo fascista quando le spiagge di Tripoli erano considerate colonie di Roma”, avrebbe detto il secondogenito del deposto rais secondo una fonte a lui vicina citata da Lybia24. Una dichiarazione un po’ troppo ottimistica. In effetti al tempo le coste libiche godevano anche di spiagge frequentate da bagnanti, adesso nella migliore delle ipotesi sono cumuli di rifiuti. Nella peggiore ovviamente sono amene località preda di schiavisti che organizzano la traversata degli immigrati verso le coste italiane.

“I politici italiani hanno rovinato le relazioni bilaterali quando hanno permesso l’uso delle basi italiane per bombardare”(la Libia nel 2011, ndr), ha precisato Saif Gheddafi. E su questo nulla da dire, è anzi sempre più evidente il danno provocato a noi stessi dall’aver avallato la guerra contro Gheddafi. “Adesso stanno ripetendo la stessa cosa con l’invio di navi – ha poi tuonato il figlio dell’ex leader libico – provocando i risentimenti del popolo combattente contro i comportamenti irresponsabili degli italiani”. Una velata minaccia che fa eco alle parole pronunciate dal generale Khalifa Haftar, a capo dell’esercito che controlla la Cirenaica, che avrebbe infatti impartito l’ordine di bombardare le navi italiane che sconfineranno nelle acque territoriali libiche.

Secondo alcune fonti, Saif Gheddafi si troverebbe proprio nell’est del Paese, territorio in mano appunto ad Haftar. Probabilmente è riparato a Bayda, antica città romana che conserva le rovine del santuario dedicato ad Esculapio fatto erigere dall’imperatore Adriano. Città che al tempo del colonialismo fascismo fu rinominata Beda Littoria ed era nota per la produzione di vino e legumi. Adesso potrebbe tornare in auge per i sermoni del secondogenito di Gheddafi. Grandi progressi.

Eugenio Palazzini

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