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“Se non voti dem sei estremista”: la portavoce di Biden e quella strana concezione della democrazia

by Valerio Savioli
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Roma, 6 set — Secondo la portavoce di Biden Karine Jean-Pierre gli americani che non sono d’accordo con la maggioranza (la metà, quindi) sono estremisti. Quante volte ci siamo sentiti dire che gli Stati Uniti sono la più “grande democrazia del mondo”? Quante volte ci è stato propinato il trito e ritrito slogan dell’America come “terra delle libertà”, patria del self made man, luogo incontaminato per le opportunità e così via?

Senza dover citare l’abusata citazione sulla democrazia di Winston Churchill (WC per i più affezionati) e anche senza aver letto – sebbene ne sia caldeggiato lo studio – Tocqueville e tanti altri successivi radiografi degli Stati Uniti d’America, si può facilmente intuire quanto questi termini siano stati funzionali all’edificazione mitopoietica degli Usa sotto ogni aspetto: economico, geopolitico e culturale e che dietro a questi si celi il vero volto di una superpotenza tutt’altro che democratica che vede, proprio in quest’epoca, erodersi la sua egemonia, sia in considerazione di fattori esogeni (nuove potenze emergenti che rivendicano un nuovo assetto internazionale) che endogeni (la tenuta sociale sempre a rischio guerra civile).

La portavoce di Biden: “Devi essere d’accordo con la maggioranza, altrimenti sei un estremista”

L’episodio, dai tratti curiosamente orwelliani, è accaduto durante la conferenza stampa tenuta dalla portavoce della Casa Bianca Karine Jean – Pierre la quale, durante uno scambio di battute coi giornalisti, ha sostenuto laconicamente che “quando non sei nella posizione della maggioranza degli americani, allora sei un estremista”.
Incalzata dai giornalisti la portavoce ha continuato affermando che “l’agenda Maga” è “una delle agende più estreme che abbiamo visto”. Per specificare l’agenda repubblicana, o meglio trumpista, Maga – Make America Great Again – si concentra, a livello interno, come noto, su una serie di politiche legate al controllo dei confini, attenzione ai ceti dimenticati dalla globalizzazione e tematiche etiche, quest’ultime capaci di generare profonde spaccature in un paese già in preda ai deliri delle culture wars, dei wokeism e delle tensioni etniche e socioeconomiche, vere maschere cadenti dei limiti evidenti del postliberalismo occidentale.

Chi è Karine Jean-Pierre

Prima afroamericana, di origini haitiane, a ricoprire il ruolo di portavoce della Casa Bianca, K.J. Pierre prende il posto dell’uscente Jen Psaki che ha trovato casa presso l’emittente MSNBC, durante la sua prima conferenza ha esordito affermando: “Sono una donna nera, gay, immigrata, la prima di tutti e tre a ricoprire questa posizione”, per ricordare a tutti quali siano state finora le sue priorità e prerogative, anche per coloro che non l’avessero conosciuta prima della sua nomina. L’estremismo? Solo da una parte! Ovviamente.

Ritornano i “deplorevoli”

Alla domanda posta da un altro giornalista: “Ci sono elementi dell’estrema sinistra che meritano anche di essere esaminati o menzionati?” la portavoce elude la risposta etichettando in maniera ambigua alcuni misteriosi quadri repubblicani, ipoteticamente estremisti, continuando, come risultato, sulla falsa riga divisiva che anche il presidente Joe Biden, il cui tasso di approvazione si aggirerebbe intorno al 38%, ha ricalcato di recente con dichiarazioni del tipo: “Donald Trump e i repubblicani MAGA sono una minaccia profonda all’anima americana”, evocative di un’altra sfortunata citazione, ossia quella di Hillary Clinton nel 2016 quando definì “a basket of deplorables” i milioni di votanti che elessero poi Donald Trump.

Ultra Maga

Recentemente Joe Biden, per denigrare l’elettorato avversario, se n’è uscito con una nuova etichetta: “Ultra Maga”. Per partorire questa perla di comunicazione politica sono stati necessari sei mesi da parte del “Center for American Progress Action Fund”, gruppo di ricerca finanziato dai liberal americani. Ovviamente, questi “estremisti” sarebbero la minaccia alla libertà, alla democrazia e ai diritti. Tornano così, magicamente, le parole chiave usate orwellianamente per etichettare, o ancor meglio silenziare, l’avversario politico, anche quando questo vorrebbe solo pagare meno imposte: “tagliare le tasse alla classe media” è una proposta repubblicana MAGA estrema”, sempre nelle parole della portavoce della Casa Bianca .

Valerio Savioli

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4 comments

Paolo 6 Settembre 2022 - 11:15

Oramai per avere voce in capitolo quasi dappertutto DEVI essere di colore, gay ed immigrato

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Pino 7 Settembre 2022 - 8:34

coloro che non scelgono quello che piace ai piddini di tutto il mondo, dovrebbero essere privati del diritto al lavoro! (e di prendere i mezzi pubblici, visitare i parenti, ecc.)

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Cingolato 8 Settembre 2022 - 1:17

lombroso aveva ragione e non lo dice mio cugggino!

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"Voti repubblicano", e ammazza un ragazzino investendolo: Usa, in manette 41enne "democratico" - 21 Settembre 2022 - 3:30

[…] nell’America del 2022, quella di Karine Jean–Pierre, la portavoce del presidente Biden — «la prima donna, nera, lesbica» a occupare l’ambita […]

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