Parigi, 4 ott – Michael Harpon, l’impiegato della questura di Parigi che ieri ha ucciso 4 poliziotti accoltellandoli, avrebbe “avuto delle visioni e sentito delle voci”. A riferirlo agli inquirenti è stata la moglie del killer, anche lei in stato di fermo. Lo rivela la radio France Info. La donna ha raccontato che il marito, un 45enne funzionario amministrativo che da 18 mesi si era convertito all’Islam, la sera prima del folle gesto pronunciava “frasi confuse”. Secondo la moglie, però, la strage non avrebbe una matrice religiosa: dal suo racconto è emerso che l’uomo, sordo al 70%, era scontento della sua posizione lavorativa, e riteneva che non venisse riconosciuto il suo valore con un avanzamento di carriera che lui si sentiva fortemente di meritare. Da qui la strage. Anche molti colleghi testimoniano che il killer era scarsamente preso sul serio sul posto di lavoro.

La drammatica vicenda sarebbe iniziata ieri attorno alle 13:00, quando il funzionario ha prima accoltellato una poliziotta nei pressi del suo ufficio e poi ha iniziato ad aggirarsi in altre zone dell’edificio colpendo a morte altre tre persone. Prima di essere ucciso lui stesso da un agente. Il segretario per l’Ile-de-France del sindacato Alliance Police Nationale, intervistato da BFM-TV, ha definito l’aggressore un “funzionario modello”, che non aveva mai dato alcun problema. La procura di Parigi ha confermato che dopo l’aggressione è stata fermata la moglie del killer che ha ucciso 4 agenti con un pugnale di ceramica, per eludere i controlli dei metal detector all’ingresso dell’edificio. Le forze dell’ordine hanno perquisito l’abitazione dell’aggressore e la procura di Parigi è in “costante contatto” con l’anti-terrorismo.

Cristina Gauri

 

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