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Roma, 4 ott – Dalla Curva Nord della Lazio, tra i saluti romani degli ultras, a Italia Viva di Matteo Renzi per portare in Italia lo ius culturae. E’ la parabola di Renata Polverini, ex Alleanza nazionale, ex presidente della Regione Lazio con il centrodestra, ex segretario generale dell’Ugl, il sindacato di destra. Ieri infatti la deputata di Forza Italia si è autosospesa dal suo partito perché ostacolata dai suoi colleghi forzisti sulla sua proposta di legge per introdurre lo ius culturae, che tanto piace ai giallofucsia. Ora va nel Gruppo misto, “poi si vedrà…”, ha detto la Polverini. Ma a quanto pare aderirà alla neoformazione dell’ex segretario dem Renzi.

La decisione di autosospendersi da Forza Italia

Ecco come la ex un po’ tutto ha motivato la decisione di autosospendersi da FI: “Questa mattina (ieri, ndr), in commissione Affari Costituzionali, ho subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Forza Italia Sisto, che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo ius culturae a quella dell’onorevole Boldrini sullo ius soli“. A dire il vero, l’accostamento con la Boldrini e lo ius soli fa già impressione di suo ma andiamo avanti con la narrazione della Polverini: “E’ la prima volta che accade una cosa simile ed è del tutto evidente che siamo di fronte al tentativo di affossare una legge che, invece, in questi giorni ha raccolto il consenso di altri autorevoli parlamentari del partito e non solo”. L’ex deputata azzurra, prima firmataria di una pdl sullo ius culturae, è convinta di dar voce a una richiesta ampiamente condivisa tra i cittadini: “Ritengo che questo atteggiamento ostruzionistico vada peraltro nella direzione contraria persino agli interessi di chi non è d’accordo con lo ius soli, visto che ampi strati dell’opinione pubblica e delle associazioni che seguono il problema della cittadinanza delle seconde generazioni stanno convergendo verso la mia idea di concedere la cittadinanza a chi ha compiuto un ciclo di studi nella scuola primaria”. Dopodiché l’annuncio: “A questo punto ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Forza Italia alla Camera di Deputati anche per avviare una serena riflessione sulla possibilità di continuare le battaglie che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica e professionale in un partito che sembra aver smarrito lo spirito liberale e riformista delle origini”, conclude.

Ecco quindi che la Polverini è in cerca di un nuovo partito che sia abbastanza liberale e riformista per accogliere le sue proposte così vicine (ma non troppo) ai giallofucsia. Un po’ come lo è Italia Viva, appunto. C’è della coerenza, alla fine, in questa totale assenza di coerenza. Oppure si tratta di puro e semplice opportunismo politico. E su questo argomento la Polverini potrebbe ben intendersi con il senatore di Scandicci. Staremo a vedere.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Non mi è mai piaciuta.
    Già 10 anni fa (mentre a destra veniva osannata) mi venne in odio per il suo appoggiare la criminalizzazione di noi onesti puttanieri.
    Oggi viene smascherata la sua natura di serva del sistema progressista.
    Come sempre il tema della prostituzione è una cartina tornasole per il discrimine politico fra libertà e tirannia…

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