Roma, 2 mag — Va sempre peggio nella Shanghai stretta dalla morsa delle restrizioni anti-Covid più dure mai viste in questi due anni di pandemia. Milioni di persone costrette a vivere tra l’incubo del lockdown, chiusi in casa senza cibo, acqua potabile o medicine, e quello dei centri quarantena-lager, stipati in migliaia tra la sporcizia e gli insetti — ma dove almeno si mangia. Un inferno iniziato il 28 marzo per 25 milioni di abitanti, autorizzati ad uscire di casa solo per effettuare il tampone obbligatorio.

Una Shanghai stretta nella morsa delle restrizioni

Eppure l’elefantiaca macchina statale messa in campo per contrastare l’aumento dei casi di Covid (per la stragrande maggioranza asintomatici) è tutt’altro che oliata: il sistema anti-pandemia è al collasso e lo testimonia un episodio avvenuto nelle scorse ore. Un anziano paziente residente in una casa di riposo, risultato positivo al tampone, è stato portato erroneamente all’obitorio dagli addetti al traporto cadaveri perché creduto morto. Alcuni testimoni hanno immortalato la scena, diffondendola sui social.

Salvo per un pelo

Il video è stato girato all’ospedale per anziani Xinchangzheng, nel distretto di Putuo. Il pover’uomo è stato salvato grazie all’insistenza di un dipendente della struttura, che ha chiesto ripetutamente agli addetti — inguainati nelle tute anti-contagio d’ordinanza — di aprire il sacco nel quale era contenuto l’anziano. Uno dei due incaricati al trasporto della salma ha quindi controllato i segni vitali del presunto deceduto e ha richiuso il sacco, incontrando le vive proteste degli astanti. L’infermiere sarebbe poi ritornato sui propri passi ammettendo lo sbaglio. L’anziano è stato estratto dall’involucro e portato in sedia a rotelle all’interno della struttura, sano e salvo.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Si ammette come errore di sbaglio,
    Un errore di sbaglio fatale..
    Adesso incominceranno a contare i resuscitati dal covid.

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