Parigi, 2 dic – Decine di arresti e numerosi feriti. E’ questo il bilancio degli ultimi giorni di mobilitazione dei Gilet Gialli in Francia, con manifestazioni che soprattutto a Parigi sono degenerate in momenti di tensione e scontri con le forze dell’ordine.

Eppure i cortei spontanei erano partiti all’insegna della ferma ma pacifica protesta contro Macron e le scelte del suo governo. Ieri stesso, i Gilet Gialli hanno intonato la Marsigliese sotto l’Arco di Trionfo mentre un’altra delegazione si è recata a rendere omaggio al milite ignoto. Il clima sembrava tranquillo, mentre in altre zone della capitale infuriava la violenza.

Non serve tornare alla manzoniana psicologia delle masse per interpretare questo presunto “dualismo”. La spiegazione potrebbe essere più prosaica e avere a che fare con alcuni dei partecipanti. Antifascisti per la precisione, presumibilmente giunti anche dai centri sociali italiani. Con le loro bandiere e i loro cori caratteristici hanno fatto la loro comparsa in uno dei cortei che si snodavano per Parigi. Alcuni di essi indossavano i gilet gialli che hanno dato il nome alla protesta, quasi a volersi mascherare tra la folla. A questo punto, l’opzione “infiltrati” sembra diventare molto più che una teoria.

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