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Parigi, 12 mag – In Francia, la “fiche S” è una scheda segnaletica facente parte del tabellario di persone ricercate. La lettera S sta per l’abbreviazione di “sicurezza dello Stato”. I dossier S sono emessi principalmente dalla Direzione generale della Sicurezza interna – DGSI (il corrispettivo del nostro Ministero degli Interi) e vengono suddiviso in livelli numerici che vanno da S1 a S16. Questi livelli corrispondono alle azioni da intraprendere per i membri delle forze dell’ordine che controllano queste persone; il livello crescente della numerazione non equivale ad un aumento della pericolosità sociale.
Ad esempio, Mohammed Merah era classificato S5, mentre nel 2015, 140 degli 850 guerriglieri jihadisti che transitavano dall’Iraq o dalla Siria in Francia erano schedati come S14.
Questo sistema di schedatura fece la sua comparsa in Francia nel 1942, sebbene sia stato rinominato nell’attuale locuzione solo negli ultimi anni.
Utilizzato per procedere alla sorveglianza degli individui sui quali non riposa alcuna incriminazione penale ma che sono suscettibili, per la loro attività, di rappresentare prima o poi un rischio per l’ordine pubblico o attentare alla sicurezza dello Stato, il dossier delle fiche S viene continuamente alimentato dalla DGSI. In esso ritroviamo condannati, sospetti e innocenti e tale eterogeneità ha sollevato un dibattito sull’uso che si fa del dossier e delle informazioni in esso contenute: è possibile licenziare dalla pubblica amministrazione, emettere delle misure cautelative (firme presso il commissariato di zona, domiciliari), le persone schedate o si può solo sospettarle o sorvegliarle?
L’ex primo ministro Manuel Valls ha affermato il 24 novembre 2015 che sarebbero 20mila i dossier S in Francia, di cui 10 500 a causa della loro affiliazione presunta o tale con il movimento islamista (jihadisti, salafisti, ecc). Le altre persone schedate S potrebbero essere terroristi (ad esempio appartenenti al braccio militare di Hezbollah), ecologisti, hooligans, oppure militanti di estrema destra come di estrema sinistra.
A seguito di un decreto legge del 29 giugno 2016, nella funzione pubblica è possibile richiedere la lista dei “fichier S” al fine di prevenire l’assunzione di una persona sospetta di attività eversive o terroriste. Dal gennaio 2015, nel quadro della pubblica istruzione, le liste vengono automaticamente fornite dal Ministro dell’Interno ai rettorati che agiscono con sospensioni e procedure disciplinari, fino all’esclusione definitiva del soggetto.
Oltre ad essere escluso dall’accesso alla carriera nella pubblica amministrazione, la persona soggetta a questo tipo di controllo sarà oggetto di continue verifiche negli aeroporti, sia nei transiti che nelle destinazioni finali, negli alberghi (a seconda del livello di fiche S), grazie alla trasmissione dei dati relativi alla schedatura dalla Francia (il paese che la emette) a tutti i paesi della comunità europea.
In concreto, se la Francia vi ha inserito – vuoi per le vostre attività politiche, per la frequentazione allo stadio o per altri sospetti sul vostro stile di vita – nel fichier S, questa condividerà le informazioni su di voi con gli altri paesi della comunità europea e ad ogni vostro passaggio doganale, i solerti ufficiali, allertati dal computer alla scansione del vostro passaporto, avranno il dovere di raccogliere più informazioni possibili sul vostro conto, trasmettere alla Francia i vostri spostamenti ed il motivo del vostro viaggio, farvi seguire fino all’uscita o al gate (nel caso di transito) da poliziotti in divisa, rallentare il vostro passaggio con possibile perdita del volo ed altri noiosi inconvenienti. Alle vostre richieste di chiarimento, i doganieri non sono suscettibili di fornire altra indicazione che quella di un “normale controllo di routine”.
L’unico elemento positivo di questa schedatura è che ha una data limitata scaduta la quale però il ministero può chiederne un rinnovamento.
Chiara Del Fiacco

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1 commento

  1. già.
    il massimo è poi quando questi “controlli” al Charles De Gaulle li fa “muhammed ahl bar” in divisa da poliziotto come “nuovo francese”.
    Per certi versi la Francia – peggio ancora di Svezia e Gran Bretagna – rappresenta all’ennesima potenza quell’antico detto “chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati”.

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