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Roma, 12 mag – Filippo Minutilli nacque a Grumo Appula (Ba) il 12 maggio 1813 ma, a soli 8 anni, si trasferì a Napoli dove studiò al Collegio Militare della Nunziatella, la scuola che preparava i futuri soldati difensori del Regno delle Due Sicilie. In questa scuola, Minutilli poté studiare e laurearsi in ingegneria e, pochi mesi dopo, entrò ufficialmente a far parte dell’esercito borbonico.
Filippo venne presto mandato in Sicilia dove conobbe Vincenzo Giordano Orsini, un ufficiale dell’esercito delle Due Sicilie appassionato dalle idee e dalle correnti rivoluzionarie. Orsini diventerà, durante il periodo di dittatura garibaldina in Sicilia, segretario di Stato della Guerra e della Marina per volere dello stesso Giuseppe Garibaldi. Nel gennaio del 1848 scoppiò, in Sicilia, il primissimo motto rivoluzionario di quell’anno e Filippo Minutilli venne nominato Maggiore Direttore del Corpo di Genio del neonato Stato chiamato “Nuovo Regno di Sicilia” che resistette fino al maggio 1849. Già da allora, lo stato del Sud aveva assunto il tricolore italiano con annessa la tipica Trinacria siciliana.
In contemporanea alla caduta di Messina, scappò a Genova dove trovò rifugio anche se, ogni tanto, faceva dei sopralluoghi a Napoli per incontrare i genitori e per continuare le sue attività patriottiche. Filippo Minutilli era dotato di un’ottima memoria cartografica e ciò gli permise di girare le strade di Napoli (ma anche della Sicilia intera) senza alcuna difficoltà, scappando agilmente dai nemici.
Quando Garibaldi arrivò in Sicilia consultò strenuamente Minutilli il quale dava delle dritte e dei consigli su quale strada scegliere per colpire e vincere il nemico borbone. Per questa sua abilità, Filippo Minutilli divenne comandante del Genio della spedizione dei Mille a Marsala. Ivi, ottenne una medaglia al valore con su incise le seguenti parole “Ai prodi cui fu duce Garibaldi” a significare il legame che l’eroe italiano aveva con i suoi soldati.
Nel 1861, quando si era formato il Regno d’Italia, Minutilli venne nominato colonnello e affidato al 54° Reggimento di Fanteria. Di lì a pochi anni, però, l’eroe di Bari si ammalò gravemente di una malattia sconosciuta che lo strappò dall’amore della moglie e dei tre figli il 30 luglio 1864 quando aveva appena compiuto 51 anni.
Tommaso Lunardi

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