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Mosca, 15 set – Il presidente della Repubblica Araba di Siria, Bashar al Assad, ha incontrato ieri al Cremlino il suo omologo russo Vladimir Putin. I temi al centro dell’incontro sono stati il terrorismo internazionale, la cooperazione bilaterale, la situazione politica e le sanzioni che ormai da diversi anni strangolano la Siria già piegata da oltre 10 anni di guerra contro il terrorismo.



Di cosa hanno parlato Putin e Assad

Ad oggi l’esercito siriano, supportato dai soldati russi e dalle milizie Hezbollah e Pasdaran, ha riconquistato il 90% del territorio nazionale respingendo le forze jihadiste giunte da ogni continente per combattere la laicità siriana. Durante l’incontro di Mosca, Putin ha però affermato che la presenza di forze straniere in Siria – prime tra tutte quella turca e americana – impedisce l’auspicata stabilizzazione sociale e politica nel paese del Vicino Oriente. Confermando l’affermazione di Putin, Assad ha poi sottolineato che l’unico grande aiuto internazionale contro il terrorismo in Siria è giunto esclusivamente dal sostegno militare della Russia.

Anche in questi ultimi giorni l’alleanza militare tra i due paesi è tornata a colpire i gruppi fondamentalisti a nord del paese, bombardando le postazioni dei terroristi nella zona di Idlib e a nord di Aleppo, e ricongiungendo alla madrepatria le popolazioni dei territori occupati per troppi anni da Jabat Al-Nusra e Isis.

La crisi in Afghanistan e la minaccia dell’Isis

Proprio la minaccia dell’Isis sta tornando oggi ad allungare la sua ombra sulla Siria del nord in seguito alla crisi in Afghanistan con la conseguente riaffermazione delle più estreme frange islamiste. Uno spettro, questo, contro il quale le forze russe e siriane si stanno già preparando. In questo ennesimo duro scenario per il popolo siriano, le più famose associazioni internazionali come Save the Children si riducono però unicamente a lanciare assurdi allarmi per la crisi pandemica legata al Covid-19, senza che le stesse si preoccupino effettivamente delle migliaia di bambini siriani rimasti orfani o, ancor peggio, mutilati dagli ordigni dei terroristi.

Le assurde sanzioni alla Siria

Ancora una volta il problema più evidente rimane però quello legato alle sanzioni contro la Siria emanate da Usa e Ue. Al tavolo di confronto al Cremlino infatti, i presidenti dei due paesi alleati hanno discusso su quello che a tutti gli effetti risulta essere un vero e proprio boicottaggio occidentale contro la rinascita dello stato arabo governato da Assad.

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Con il tacito assenso dell’Onu, i canali commerciali occidentali interdetti a Damasco sono infatti l’ostacolo più grande per una Siria che sta provando a rialzarsi anche economicamente. Sulle macerie di una guerra che ha rappresentato e rappresenta un argine mediterraneo contro il terrorismo, è quanto mai assurdo, anche per la nostra Italia, non riprendere i rapporti politici e commerciali con il governo di Damasco.

Andrea Bonazza

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