Roma, 9 feb – Davvero la Siria blocca gli aiuti internazionali, come scritto da Repubblica? Sul serio il governo di Damasco accetta il sostegno unicamente dai Paesi considerati amici? Posto che a ostacolare gli interventi di soccorso dall’estero, a prescindere dal comunque possibile invio dei materiali, sono essenzialmente le sanzioni occidentali da rimuovere quanto prima, la risposta a queste domande è semplice: no, non è vero. La Siria ha chiesto aiuto all’Europa. Ed è piuttosto indecente diffondere fake news al riguardo, in cui si sostiene il contrario, perché si rischia di far piombare la Repubblica araba nel dimenticatoio, ignorata propria in un momento in cui gli aiuti sono fondamentali a prescindere da qualsivoglia giudizio di natura politica o geopolitica.

La Siria ha chiesto aiuto all’Europa

Per comprendere però quanto siano assurdi certi articoli comparsi sui media italiani, basterebbe leggere le dichiarazioni rilasciate ieri da Janez Lenarcic, commissario europeo per la gestione delle crisi, durante una conferenza stampa a Bruxelles. “Questa mattina, abbiamo ricevuto una richiesta dal governo siriano per ricevere assistenza attraverso il meccanismo di protezione civile. Abbiamo condiviso questa richiesta con gli Stati membri dell’Ue e li stiamo incoraggiando a contribuire, come richiesto”, ha detto Lenarcic.

Il commissario europeo ha specificato che la richiesta della Siria contiene un lungo elenco di materiali: “Hanno bisogno di assistenza per i loro servizi di soccorso nella ricerca e nel salvataggio delle persone intrappolate sotto le macerie. Hanno bisogno di molti medicinali e attrezzature mediche, di generi alimentari e simili. Articoli tipici degli aiuti di emergenza”, ha spiegato Lenarcic. Per poi puntualizzare: “Stiamo incoraggiando gli Stati membri e gli altri Stati partecipanti al meccanismo di protezione civile dell’Unione a rispondere favorevolmente a questa richiesta“. Dunque da Bruxelles arriva una richiesta precisa ai Paesi Ue: aiutate la Siria, perché ne ha bisogno e sì, ci ha chiesto sostegno.

L’India non è la Cina, eppure…

Non ci sono scuse quindi. Inviare aiuti soltanto alla Turchia non è giustificabile e a ben vedere anche piuttosto vergognoso. Oltretutto, non è neppure vero che in questo momento a sostenere concretamente la Siria siano soltanto le nazioni “nemiche” dell’Occidente, ovvero l’asse (più presunto che reale) Cina-Russia-Iran, più qualche Paese arabo. A meno che qualche acuto osservatore occidentale non creda davvero che l’India nutra particolari simpatie per il menzionato asse. Il governo di Delhi ha già consegnato a Damasco sei tonnellate di materiali per l’assistenza di emergenza.

Altra questione: stando a quanto riferito da alcuni media occidentali, il governo di Assad non ha intenzione di inviare aiuti nella provincia di Idlib controllata dagli estremisti islamici. Affermazione smentita, sempre ieri, dal direttore della Mezzaluna Rossa siriana, Khaled Hboubati: “Siamo pronti a inviare un convoglio di aiuti a Idlib”, ha detto Hboubati, chiedendo supporto proprio all’Unione Europea e pure all’agenzia statunitense Usaid. Meno chiacchiere al vento dunque, ora servono soltanto aiuti.

Come aiutare le popolazioni colpite dal terremoto

In Italia c’è chi si è già attivato per aiutare davvero la Siria. Segnaliamo nuovamente ai lettori la bella iniziativa di Solid onlus che ha lanciato una campagna in favore delle vittime del terremoto al confine turco-siriano, “in collaborazione con la comunità ufficiale dei siriani in Italia”.

Leggi anche: “Terremoto, basta chiacchiere: l’Ue revochi le sanzioni alla Siria”

Eugenio Palazzini

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