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Damasco, 13 apr – Continua a salire la tensione in Siria. Dopo l’arrivo ieri dei sottomarini inglesi, pronti ad appoggiare un’azione americana contro Assad, nello scacchiere mediorientale fa adesso la sua comparsa anche la Cina.
Le navi di Pechino, già impegnate nell’area per un’esercitazione programma insieme alla marina russa, avrebbero infatti ricevuto l’ordine di schierarsi nella zona di Tartus, sbocco settentrionale della Siria sul mar Mediterraneo. Proprio a Tartus incrocia(va) la flotta di Mosca, che nel frattempo ha mollato gli ormeggi e preso il largo per evitare di diventare un facile bersaglio e nel frattempo rendersi operativa in caso di bisogno. Una decisione che ha seguito di poche ore la provocazione Usa, che aveva posizionato i propri natanti davanti a Latakia, sede di un’importante base aerea russa.
La partita a scacchi assume così i connotati anche di una guerra per procura. La scelta della Cina non può infatti essere letta senza considerare il latente conflitto commerciale che da mesi vede Trump ai ferri corti con la diplomazia dell’estremo oriente, fra dazi e accuse reciproche. Pechino ha così deciso di spostare l’asse del confronto anche sul terreno della Siria. Prima la richiesta di un’indagine imparziale sul presunto attacco con armi chimiche, poi l’appello alla calma.
Una tela, quella tessuta da Cina e Russia, che per il momento sembra pagare. Nonostante le pressioni congiunte di liberal e falchi neocon, di fronte a quello che aveva le sembianze un attacco già pronto Trump ha deciso di tirare il freno a mano: “Non ho mai detto quando si verificherà un attacco alla Siria. Potrebbe accadere molto presto o al contrario non così presto. In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dall’Isis. Dov’è il nostro Thank you America?”, ha scritto il presidente su Twitter. Parole alle quale sono seguite quelle del segretario Usa, che ha ammesso la necessità di un supplemento di indagine su quanto accaduto, spiegando inoltre che “ci sono molti modi di rispondere alla violazione della convenzione sulle armi chimiche in maniera diplomatica, economica, militare”.
Dopo gli annunci muscolari, a questo giro sembra insomma prevalere la cautela. Merito della scelta di campo di Mosca e Pechino? Presto per dirlo, anche perché i venti di guerra sono tutto tranne che sopiti.
Nicola Mattei

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3 Commenti

  1. Trump ha detto; ” In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dall’Isis.”!! E’ ben noto a chi segue media credibili che è l’esatto opposto;i guerrafondai occidentali hanno finanziato i gruppi terroristici “moderati!!” e la sconfitta dei terroristi è dovuta solo al popolo siriano e alla Russia

  2. a mio giudizio siamo di fronte ad altro che non sappiamo e credo che nulla sia come sembra noi vediamo e conosciamo solo la punta di un iceberg ed abbiamo la presunzione di conoscere tutto ma temo non sia cosi

  3. Noi pensiamo. Ma in realtà ci sono risvolti a noi sconosciuti. Prima di dire che Usa o Russia o Siria che siano i colpevoli. Dovremmo conoscere i fatti. Ma nessuno di noi sa i dettagli.

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