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Roma, 13 apr – Oggi il presidente della Repubblica potrebbe dare un mandato esplorativo a un esponente del centrodestra (ma non a Salvini) per dare un’accelerazione alla formazione del nuovo governo. Il tempo stringe, in primis per la crisi siriana, ma anche per le scadenze istituzionali – invio del Def a Bruxelles, Consiglio europeo di giugno, per citare le più importanti – e Mattarella lo sa.
A dare una smossa allo stallo che permaneva alla fine del giro politico delle consultazioni di ieri – stamattina quello istituzionale con Napolitano e i presidenti di Camera e Senato – è stato Berlusconi.
Il Cav ha rubato la scena al leader del centrodestra, parlando prima e dopo Salvini. Ma soprattutto ha lanciato una bordata ai 5 Stelle sparigliando le carte. Sì perché dopo aver accompagnato verso l’uscita il leader della Lega e la Meloni, Berlusconi è tornato ai microfoni e rivolto ai giornalisti ha detto: “Mi raccomando fate i bravi, sappiate distinguere chi è un democratico e chi non conosce neppure l’Abc della democrazia, sarebbe ora di dirlo a tutti gli italiani”.

Lo show del leader di Forza Italia – il video è già virale – è stata una mossa abile di chi anche come gregario resta protagonista, non fosse altro che per l’esperienza politica. Berlusconi ha di fatto inchiodato Salvini e Di Maio alle loro responsabilità: il primo a non escludere alcun accordo pur di andare al governo con l’intera coalizione del centrodestra (non ci sono solo i grillini, insomma, con cui trattare); il secondo a mollare con i veti e i diktat da primo dello classe (un esecutivo 5Stelle-Pd al Senato avrebbe numeri davvero risicati) e riconoscere Berlusconi e Forza Italia nella coalizione di governo.
Tutta la giornata di ieri ha condotto alla “sparata” del Cav. Il centrodestra è salito al Colle unito ma ha proposto un premier “indicato dalla Lega” come ipotesi percorribile. Poi la “battutaccia” che ha irritato i 5 Stelle e messo in imbarazzo Salvini.
Per Di Maio – che si ostina a chiedere un passo di lato a Berlusconi – prende sempre più forma lo spauracchio di un governo del Presidente. A meno che non trovi un accordo con il Pd. Sebbene i dem per adesso siano fermi all’opposizione (renziani in testa).
La palla passa al presidente della Repubblica, a tutt’oggi i possibili scenari sono tre: preincarico all’area di centrodestra (i nomi papabili sono il leghista Giorgetti o la forzista Casellati); se va male, preincarico all’area 5 Stelle. Falliti entrambi, scatterebbe l’ipotesi di un esecutivo guidato da una figura istituzionale (la rosa nelle mani del capo dello Stato è ampia, purtroppo).
In ogni caso, Mattarella non vuole perdere tempo. I partiti se ne facciano una ragione.
Adolfo Spezzaferro



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